Il primo anno della nuova legge registra buoni risultati, ma formazione e strumenti per i docenti restano insufficienti

Nel primo anno dall’introduzione dell’educazione finanziaria nei programmi scolastici, una scuola su due ha già attivato percorsi strutturati, con una partecipazione attiva da parte degli studenti e una forte approvazione delle famiglie. I dati emergono dalla ricerca condotta da Alleanza Assicurazioni insieme ad AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari), presentata alla Camera dei Deputati. L’indagine fotografa uno scenario promettente: il 98% degli studenti partecipa attivamente alle lezioni e l’88% dei genitori nota un maggiore interesse da parte dei figli verso i temi economico-finanziari.
Tuttavia, permangono criticità legate alla formazione dei docenti e alla scarsità di materiali didattici dedicati, con 4 insegnanti su 10 che hanno avuto accesso solo a percorsi interni promossi dalle scuole. Dove invece esistono collaborazioni con enti esterni, i risultati cambiano radicalmente: nel programma AIEF-Alleanza, 9 docenti su 10 si dichiarano soddisfatti e 6 su 10 vedono positivamente l’apertura al mondo assicurativo e finanziario.
“L’educazione finanziaria a scuola è una leva per contribuire al benessere sociale e alla riduzione delle disuguaglianze, tramite la formazione di futuri cittadini più informati e in grado di compiere scelte consapevoli. Il rapporto presentato oggi ci consegna la grande soddisfazione di studenti e genitori per l’introduzione dell’insegnamento di queste tematiche nei programmi scolastici. È l’inizio di un percorso che ha l’ambizioso obiettivo di rendere omogenea in tutto il Paese la diffusione di queste materie. L’azione corale tra istituzioni pubbliche, private e mondo delle associazioni può contribuire a colmare il gap che ancora contraddistingue il nostro Paese. In Alleanza da anni siamo impegnati in un Piano Nazionale di Educazione Finanziaria concretizzatosi in oltre 10mila eventi sul territorio con il coinvolgimento di oltre 500mila partecipanti“, ha affermato Davide Passero, Ceo di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia.
Nunzio Lella, presidente AIEF Associazione Italiana Educatori Finanziari ha aggiunto: “Credo fortemente che attraverso la sinergia tra pubblico e privato si possa ottenere un risultato di valore per il nostro paese”. Al momento, l’insegnamento è prevalentemente inserito nelle ore di educazione civica (50%), ma si sta sperimentando anche in materie come matematica e diritto. Questa flessibilità, apprezzabile in fase di avvio, richiede ora un coordinamento nazionale più efficace. Il consenso delle famiglie è forte: il 60% discute di finanza con i figli solo in occasioni specifiche, mentre solo il 23% lo fa regolarmente, ed è per questo che la scuola viene vista come canale primario di educazione economica. Per 7 genitori su 10, la presenza dell’educazione finanziaria potrebbe influenzare la scelta dell’istituto scolastico. Le priorità? Imparare a proteggersi dalle truffe online, gestire la paghetta e comprendere il ruolo del denaro.
Nelle scuole superiori, cresce l’esigenza di affrontare anche argomenti più tecnici, come il legame rischio-rendimento e gli strumenti finanziari. L’obiettivo ora è garantire continuità, qualità e accessibilità uniforme in tutte le scuole italiane, affinché nessun ragazzo sia penalizzato dal contesto familiare di partenza. Come sottolineato dal senatore Dario Damiani, “l’alfabetizzazione finanziaria è oggi una competenza di cittadinanza e va garantita a tutti, a partire dalla scuola“.
Foto in copertina: Davide Passero, Ceo di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia.
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