La casa automobilistica britannica negozia un finanziamento d’emergenza dopo settimane di blocco produttivo causato da un massiccio attacco informatico

Jaguar Land Rover si trova a fronteggiare una delle crisi più gravi della sua storia recente e sta correndo ai ripari cercando di mettere insieme un pacchetto finanziario di emergenza da 2 miliardi di sterline, equivalenti a circa circa 2,29 miliardi di euro. La mossa servirebbe a tamponare le pesanti perdite economiche causate da un attacco cyber che ha letteralmente paralizzato le attività del prestigioso marchio automobilistico di proprietà del colosso indiano Tata Motors.
Secondo quanto anticipato dall’Economic Times che ha raccolto l’indiscrezione da fonti che stanno seguendo da vicino la vicenda, la linea di credito in valuta estera sarà indicizzata a circa 110 punti base sopra il SOFR – il tasso di finanziamento overnight garantito utilizzato come riferimento nei mercati finanziari internazionali – con una durata di 18 mesi. A guidare l’operazione sono tre istituti internazionali come Citigroup, Mitsubishi UFJ Financial Group e Standard Chartered Bank, che potrebbero successivamente sindacare il debito ad altre banche, ampliando così la platea dei finanziatori. L’iniziativa arriva pochi mesi dopo che l’azienda aveva azzerato il debito netto, traguardo strategico ora messo a rischio dalla necessità di nuovo indebitamento. A sostegno di Jaguar Land Rover pesa anche una garanzia statale da 1,5 miliardi di sterline (pari a 1,717 milioni di euro).
La crisi evidenzia la vulnerabilità del settore automobilistico, caratterizzato da margini ridotti e forte dipendenza dal capitale circolante. Nonostante i primi segnali di ripresa – con alcuni sistemi informatici tornati operativi e l’obiettivo di riavviare parte della produzione dal 1° ottobre – il ritorno alla piena capacità sarà graduale. Il successo di questa operazione finanziaria sarà determinante per preservare liquidità, continuità produttiva e reputazione del marchio britannico.




