Controlli più stringenti e nuovi standard per i fondi integrativi, mentre si attende una riforma complessiva del settore

Sarà la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, a esercitare il controllo sui fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale, vigilando su tutti i profili organizzativi, amministrativi e finanziari, dai regolamenti agli statuti, fino ai tempi e alle modalità operative di riconoscimento, erogazione e liquidazione delle prestazioni. Lo scrive Il Sole 24 Ore spiegando che la Covip gestirà l’albo dei fondi, definendo le regole di iscrizione, permanenza e cancellazione. Inoltre, entro febbraio 2027 stabilirà standard di bilancio, requisiti patrimoniali e classificazioni, andando così a colmare un vuoto che finora era gestito principalmente dal Ministero della Salute tramite l’Anagrafe dei fondi. L’articolo 29 dell’ultima versione del decreto Pnrr, approvato a fine gennaio e in arrivo in Gazzetta Ufficiale, sembra segnare una svolta nel controllo della sanità integrative.
Il senatore Franco Zaffini (FdI), promotore da oltre due anni di un’indagine sulla sanità integrativa nella Commissione Sanità del Senato, ha spiegato che senza una legge di settore sui fondi integrativi non c’è molto su cui la Covip possa vigilare. I fondi sanitari, diversamente dai fondi pensione, non accumulano risorse né generano rendimenti: servono a finanziare prestazioni sanitarie in tempo reale. Zaffini ha anche rilevato l’urgenza di una riforma complessiva per un settore che muove oltre 40 miliardi di euro di spesa privata e propone un secondo pilastro integrativo, simile alla previdenza complementare, che sostenga il Servizio sanitario nazionale. “Spero entro la legislatura di portare in Parlamento un riordino dei fondi sanitari integrativi, oggi caratterizzati da una pressoché assenza di regole, per costruire una copertura su prestazioni critiche come Long Term Care, cronicità, diagnostica e prevenzione primaria e secondaria”. L’idea prevede un sistema misto tra welfare aziendale e intervento pubblico, con accantonamenti durante la vita lavorativa e contributi statali per chi è già in pensione, così da garantire un accesso più equo e stabile alle cure.
Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2023/06/09/covip-crescono-gli-iscritti-ai-fondi-pensione-ma-calano-i-rendimenti/




