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Assicurazioni europee, atteso boom di fusioni e acquisizioni nel 2026

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Nel 2026 il settore delle assicurazioni europee potrebbe entrare in una nuova fase di consolidamento. Si prevede un’accelerazione delle operazioni di fusioni e acquisizioni, favorita da prezzi più bassi, tassi di interesse ormai stabili e margini di crescita organica sempre più compressi. Lo evidenzia un report di Fitch Ratings, secondo cui i principali ambiti per l’M&A saranno i rami specialty, la riassicurazione, il settore vita in Regno Unito, Paesi Bassi e Germania, e la bancassicurazione europea. In questo contesto, le operazioni possono rafforzare i profili aziendali, garantendo maggiore diversificazione e miglior posizionamento competitivo. Tuttavia, permangono rischi significativi legati all’esecuzione e all’integrazione delle operazioni. Non si possono trascurare neppure le possibili conseguenze di un aumento della leva finanziaria, qualora il debito diventi lo strumento principale di finanziamento.

Secondo Fitch, il ricorso all’M&A rappresenta una risposta concreta a un settore che deve fare i conti con condizioni di prezzo più flessibili nel ramo danni, crescita economica lenta e rendimenti degli investimenti in fase di stabilizzazione, mentre le acquisizioni possono sostenere ricavi e utili, aumentare la scala nei mercati chiave, migliorare l’efficienza dei costi e accelerare l’accesso a nuove tecnologie.

Un capitolo centrale riguarda i mercati specialty e la riassicurazione, dove le società target offrono underwriting differenziato e diversificazione e, in alcuni casi, l’accesso al Lloyd’s of London, anche se sul listino londinese restano poche prede quotate come Beazley, Hiscox e Lancashire, fattori che per l’agenzia spiegano l’interesse strategico dietro la possibile acquisizione di Beazley da parte di Zurich, così come l’operazione su Convex da parte di American International Group e la transazione Radian-Inigo del 2025.

Il report segnala inoltre una forte accelerazione attesa nei pension risk transfer (PRT) nei Paesi Bassi, dove il passaggio dal sistema a prestazione definita a quello a contribuzione definita dovrebbe completarsi entro il 2028, con gruppi come NN Group, Athora, Achmea e ASR Nederland destinati a giocare un ruolo da protagonisti nel consolidamento, mentre in Germania il segmento vita resta terreno fertile per l’ottimizzazione dei portafogli, con operatori storici come Viridium, Frankfurter Leben e Athora ben posizionati per nuove operazioni, anche perché, come sottolinea Fitch, “in Germania, come nei Paesi Bassi, riteniamo che vi siano limitate possibilità di ingresso nel mercato per nuovi consolidatori”.

Nei mercati dove la bancassicurazione è dominante, come Francia e Belgio, le banche continueranno a puntare sulle proprie controllate assicurative grazie al trattamento regolamentare favorevole del Danish Compromise, anche se a gennaio 2026 l’Autorità Bancaria Europea ha chiarito che le norme UE non consentono di estendere l’esenzione patrimoniale ai gestori patrimoniali detenuti tramite filiali assicurative, un dettaglio regolamentare che potrebbe influenzare la struttura delle future operazioni.

Leggi anche: Tempesta invernale Fern, perdite assicurative fino a 7 miliardi: Fitch rassicura sulla tenuta del settore

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