La riassicurazione spinge i conti, ROE al 19,6% e piano da 1,5 miliardi per riacquisto azioni nel 2026
Utile ai massimi storici, dividendo in aumento e un nuovo piano di riacquisto azioni da 1,5 miliardi di dollari: il 2025 di Swiss Re segna un punto di svolta per il colosso svizzero della riassicurazione e manda un segnale chiaro ai mercati globali. Il gruppo ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 4,8 miliardi di dollari, in crescita del 47% rispetto ai 3,2 miliardi del 2024 e oltre il target di 4,4 miliardi fissato dodici mesi fa. Un risultato che porta il ROE al 19,6%, contro il 15% dell’anno precedente, e che consolida la posizione patrimoniale con un indice SST stimato al 250% al primo gennaio 2026, già al netto delle azioni di restituzione di capitale annunciate. Numeri che derivano da una combinazione di disciplina tecnica, minore incidenza dei grandi sinistri – al netto del primo trimestre – e ritorni finanziari solidi, con un ROI del 4% e un rendimento ricorrente salito al 4,2%.
“Nel 2025 abbiamo centrato due priorità chiave: raggiungere il nostro obiettivo finanziario di gruppo e rafforzare la resilienza della società. L’utile netto ha toccato il livello più alto della nostra storia, riflettendo disciplina nell’underwriting, forti ritorni sugli investimenti e una bassa incidenza di grandi sinistri al di fuori del primo trimestre”, ha dichiarato l’amministratore delegato Andreas Berger, rivendicando anche il completamento della revisione dei portafogli meno performanti nel business Vita e Salute e i progressi nell’uscita da iptiQ, con le attività vendute o destinate al run-off.
La macchina dei profitti è stata trainata soprattutto dalla riassicurazione danni. La divisione Property & Casualty Reinsurance ha registrato un utile netto di 2,8 miliardi di dollari, più del doppio rispetto agli 1,2 miliardi del 2024, con un combined ratio migliorato al 79,4%, ben al di sotto dell’obiettivo dell’85%. I grandi sinistri catastrofali si sono attestati a 813 milioni di dollari, legati in larga parte agli incendi di Los Angeles e all’uragano Melissa, mentre le perdite man-made hanno raggiunto i 345 milioni. Anche Corporate Solutions ha chiuso un esercizio robusto, con un utile netto di 988 milioni di dollari e un combined ratio all’86,5%, centrando il target sotto il 91%.
Più complessa la fotografia del Life & Health Reinsurance, che ha archiviato 1,3 miliardi di utile netto, in calo rispetto agli 1,5 miliardi del 2024 e sotto l’obiettivo di 1,6 miliardi, appesantito da un impatto negativo di 650 milioni legato all’aggiornamento delle ipotesi su portafogli in Australia, Israele e Corea del Sud. Eppure, proprio la revisione completata nel 2025 dovrebbe rafforzare la redditività futura, con un target di 1,7 miliardi di utile nel 2026.
Sul fronte della remunerazione agli azionisti, il consiglio proporrà all’assemblea del 10 aprile 2026 un dividendo di 8 dollari per azione, in aumento del 9%, e lancerà un buyback fino a 1,5 miliardi di dollari entro fine 2026, di cui 500 milioni nell’ambito del programma annuale sostenibile introdotto a dicembre. “Avendo raggiunto i nostri obiettivi chiave nel 2025, siamo ben posizionati per aumentare la remunerazione agli azionisti attraverso un dividendo più elevato e il lancio di un sostanzioso programma di riacquisto azioni”, ha spiegato il CFO Anders Malmström, sottolineando la forte generazione di capitale e la gestione attiva del ciclo dei prezzi nel comparto danni.
Il gruppo conferma per il 2026 un obiettivo di utile netto di 4,5 miliardi di dollari e mantiene il target pluriennale di ROE IFRS superiore al 14%, con crescita del dividendo per azione di almeno il 7% in vista dell’assemblea 2027. Nel frattempo, sul piano della governance, sarà proposta l’elezione di Jean-Jacques Henchoz nel consiglio di amministrazione, mentre Larry Zimpleman non si ricandiderà. La sensazione, osservando questi numeri, è che la riassicurazione globale stia attraversando una fase di ribilanciamento più favorevole agli operatori disciplinati, capaci di selezionare i rischi e capitalizzare su un contesto di domanda crescente di coperture.
