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Aviva supera con un anno di anticipo gli obiettivi 2026: utili in crescita del 25% e spinta dall’acquisizione Direct Line

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Aviva chiude il 2025 con risultati in forte crescita e raggiunge con un anno di anticipo i target finanziari fissati per il 2026, confermando il quinto anno consecutivo di espansione redditizia per uno dei principali gruppi assicurativi europei. Il gruppo britannico ha registrato un aumento del 25% dell’utile operativo, salito a 2,203 miliardi di sterline (circa 2,58 miliardi di euro), mentre l’utile per azione è cresciuto del 17% arrivando a 56 pence (circa 0,66 euro). L’utile secondo i principi contabili IFRS ha invece registrato un balzo del 50% fino a 1,054 miliardi di sterline (circa 1,23 miliardi di euro), con un ritorno sul capitale proprio pari al 17,5%.

Un contributo importante è arrivato dall’acquisizione di Direct Line, completata lo scorso luglio per 3,7 miliardi di sterline (circa 4,33 miliardi di euro). Nel corso dell’anno l’operazione ha generato 174 milioni di sterline di utile operativo (circa 203 milioni di euro). Anche senza questo contributo, la compagnia avrebbe comunque registrato una crescita dei profitti del 15% su base annua. L’acquisizione è stata finalizzata dopo una prima offerta da 250 pence per azione (circa 2,93 euro), respinta perché considerata “altamente opportunistica”, e si è conclusa con un accordo su 275 pence per azione (circa 3,22 euro), con un premio del 73%.

Nel mercato di Regno Unito e Irlanda, dove Aviva è il principale assicuratore nei rami danni, i premi lordi contabilizzati sono aumentati del 27% arrivando a 9,787 miliardi di sterline (circa 11,45 miliardi di euro). Nel dettaglio, il segmento delle polizze personali nel Regno Unito è cresciuto del 50% fino a 5,399 miliardi di sterline (circa 6,32 miliardi di euro), mentre le linee commerciali hanno registrato un aumento del 7% con premi pari a 3,847 miliardi di sterline (circa 4,50 miliardi di euro). In Irlanda i premi sono saliti del 9% a 541 milioni di sterline (circa 633 milioni di euro).

A livello di gruppo il combined operating ratio non scontato è migliorato al 94,1%, con l’obiettivo di scendere sotto il 94% entro il 2026. Il consiglio di amministrazione ha inoltre annunciato un dividendo finale di 26,2 pence per azione (circa 0,31 euro), in aumento del 10%, insieme a un programma di buyback da 350 milioni di sterline (circa 409 milioni di euro).

Durante la presentazione dei risultati, la CEO Amanda Blanc ha commentato anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, precisando che l’esposizione della compagnia è limitata. “Non abbiamo operazioni nella regione e la nostra esposizione diretta è molto limitata”, ha spiegato. Anche le richieste di rimborso legate ai viaggi sono state contenute: “Abbiamo registrato richieste di risarcimento molto limitate”.

La manager ha ricordato che, in caso di problemi di viaggio, “il primo punto di contatto dovrebbe sempre essere la compagnia aerea, il fornitore del viaggio o il tour operator”. Solo successivamente, ha aggiunto, gli assicurati possono presentare eventuali richieste alla compagnia “in base ai termini e alle condizioni della propria polizza”.

Il gruppo continua inoltre a monitorare eventuali effetti sulle catene di approvvigionamento globali. “Abbiamo visto un caso simile con la guerra in Ucraina nel 2022, quando le interruzioni delle supply chain hanno avuto un impatto inflazionistico su pezzi di ricambio e costi di sostituzione dei veicoli”, ha ricordato Blanc, sottolineando però che “è ancora troppo presto per parlare di effetti concreti”.

Parallelamente Aviva sta accelerando sul fronte tecnologico, con l’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi di gestione dei sinistri, underwriting ed esperienza cliente, puntando a migliorare efficienza operativa e qualità del servizio nel mercato assicurativo.

Foto in copertina: Amanda Blanc, CEO di Aviva

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/09/23/amanda-blanc-e-la-trasformazione-di-aviva-la-strategia-relentless-che-cambia-le-regole-del-gioco/

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