Il presidente Antonio Huertas all’assemblea degli azionisti: esposizione “minima” al conflitto in Medio Oriente, ratio combinato in miglioramento e dividendo record. La compagnia punta sulla pianificazione finanziaria con Abante

Mapfre ha portato all’attenzione dell’assemblea degli azionisti numeri significativi: la compagnia assicurativa spagnola prevede per il 2026 un ROE — rendimento sul patrimonio netto — superiore al 13%, un risultato che supera di un punto percentuale la forchetta alta dell’11-12% inclusa nel piano strategico in scadenza quest’anno. Non è una correzione marginale. È un segnale preciso sulla direzione che il gruppo intende prendere, in un contesto geopolitico che avrebbe potuto giustificare ben altri toni.
Il contesto è quello della guerra in Medio Oriente. La domanda che aleggiava in sala era inevitabile: quanto pesa il conflitto iraniano sui conti di una delle maggiori assicuratrici europee? La risposta di Antonio Huertas, presidente di Mapfre riconfermato nel ruolo per altri quattro anni, è stata netta. L’esposizione della compagnia alle zone di conflitto è “minima”, ha detto, e quella nelle aree di maggiore rischio è addirittura “molto limitata” o “inesistente”. Parole scelte con cura – riferisce Expansión – davanti a una platea di oltre 150.000 azionisti. Huertas ha tuttavia precisato che la compagnia ha già escluso alcune coperture a seguito dell’attivazione del conflitto, definendo queste decisioni come “usuali” in caso di guerra. Nulla di straordinario, insomma, almeno per ora. La situazione, a suo giudizio, non dovrebbe produrre impatti diretti nel breve periodo.
Oltre alla revisione al rialzo del ROE, Mapfre ha migliorato anche le previsioni sul combined ratio. L’obiettivo è ora fissato tra il 93 e il 94%, rispetto al precedente target del 94-95%. Un miglioramento di un punto percentuale su questa grandezza, in un anno segnato da tensioni geopolitiche e inflazione ancora variabile, non è affatto banale.
Sul fronte dei premi, la crescita attesa rimane confermata al 6%, in linea con il piano strategico, ma con una precisazione importante: la misurazione viene effettuata a tassi di cambio costanti, per neutralizzare la volatilità valutaria che — come ha riconosciuto lo stesso Huertas — non era stata prevista nella fase di elaborazione del piano.
Non è tutto oro, però. Huertas ha ammesso con franchezza che entrambe le variabili — ROE e combined ratio — restano condizionate dall’andamento dell’inflazione. Se dovesse salire in misura significativa, le previsioni andrebbero moderate. È una variabile che nessun piano strategico può ignorare in questo momento, e il presidente ha sottolineato che Mapfre sarà pronta “ad adottare rapidamente le decisioni tecniche necessarie per rafforzare la protezione del business”. Il messaggio è di prudenza attiva, non di ottimismo cieco.
Tra le novità operative, spicca la partnership con Abante, società di consulenza finanziaria partecipata da Mapfre, con cui verrà lanciato un piano congiunto di advisory integrato su risparmio e investimenti per i clienti. È una mossa coerente con l’ambizione dichiarata da Huertas di rendere Mapfre un punto di riferimento nella pianificazione finanziaria, non solo nella protezione assicurativa tradizionale. Sul fronte dell’auto, il presidente ha anticipato lo sviluppo di un sistema di mobilità modulare, con polizze adattate ai diversi segmenti di clientela e un forte supporto digitale.
Sul fronte della crescita esterna, la linea è conservativa. Nessuna nuova acquisizione all’orizzonte. Gli investimenti si concentreranno sui canali distributivi, sui partner bancassicurativi e sullo sviluppo del business di consulenza patrimoniale, principalmente in Spagna e in Brasile. Una strategia organica, coerente con una compagnia che preferisce consolidare piuttosto che espandersi per linee esterne in un momento di incertezza globale.
L’assemblea si è chiusa con gli azionisti che hanno approvato il dividendo più alto nella storia di Mapfre: 0,18 euro lordi per azione, a valere sui risultati del 2025, per un esborso complessivo di 554 milioni di euro in contanti. Il quorum di partecipazione si è fermato all’84,95%, appena sotto la soglia dell’85% che avrebbe attivato un dividendo aggiuntivo di 0,0015 euro per azione precedentemente proposto dalla società.
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