Il gruppo assicurativo trentino chiude l’anno con utili in crescita, quasi un milione di soci e un rating Fitch ad A-

Il 2025 è stato, per ITAS Mutua, un anno da incorniciare. Il Consiglio di Amministrazione della compagnia trentina — riunito sotto la presidenza di Luciano Rova — ha approvato il bilancio consolidato del Gruppo: volume d’affari a 1,495 miliardi di euro, con una crescita del +15,7% rispetto all’esercizio precedente. Si tratta di un risultato che supera abbondantemente le medie di mercato e gli stessi obiettivi del Piano Industriale triennale “La crescita siamo noi”.
A trainare i conti è stata, in primo luogo, la gestione assicurativa, che ha chiuso con un risultato di 80 milioni di euro, migliorando di quasi 17 milioni rispetto al 2024. Un salto significativo, frutto di anni di lavoro sulla disciplina tecnica della gestione. Il contributo del comparto danni è stato determinante: 55,6 milioni di euro, con un combined ratio — l’indicatore che misura l’efficienza operativa di una compagnia assicurativa — sceso al 92,9%, contro il 96% dell’anno prima. Più è basso, meglio è: ogni euro incassato in premi genera valore reale. Anche la gestione vita ha fatto la sua parte, con 21,4 milioni di euro di risultato e una raccolta premi complessiva di 447,9 milioni, in crescita del 23,1%, spinta soprattutto dai prodotti di previdenza complementare e dalle coperture di rischio demografico.
Non solo assicurazioni, però. La gestione finanziaria ha contribuito con 48,1 milioni di euro, in netto aumento rispetto ai 34,5 milioni del 2024. Sommando tutto, e tenuto conto di un carico fiscale di 43,5 milioni, l’utile netto si è attestato a 50,4 milioni di euro. Una parte di questi utili — com’è nella tradizione mutualistica di ITAS — verrà distribuita ai soci assicurati attraverso il cosiddetto Beneficio di mutualità, lo strumento che rende concreta e tangibile la partecipazione alla creazione di valore. I soci, nel frattempo, continuano ad aumentare: sono 985.443, contro i 922.724 del 2024.
Sul fronte della solidità patrimoniale, i dati sono ancora più eloquenti. Il patrimonio netto consolidato ha raggiunto 772 milioni di euro (era 697 milioni l’anno scorso), mentre il Solvency Ratio — l’indice di solvibilità — si è portato al 261%, con un balzo di 27 punti percentuali in un solo anno. Un livello che pone il Gruppo ben al di sopra dei requisiti regolamentari e che non è passato inosservato alle agenzie di rating: nel 2025, Fitch ha alzato il giudizio su ITAS ad A- con outlook stabile, riconoscendo la robustezza della capitalizzazione e la qualità delle performance finanziarie.
“I risultati del 2025 confermano ancora una volta la capacità di ITAS di svilupparsi in modo solido ed equilibrato”, ha dichiarato Alessandro Molinari, Amministratore delegato e Direttore generale, sottolineando come la crescita sia stata trainata proprio dai prodotti più vicini ai bisogni reali delle persone: “non a caso prodotti a garanzia di rischi per calamità naturali, per la non autosufficienza e di integrazione alla previdenza hanno registrato crescite significative.” Parole che dicono molto sulla direzione strategica scelta dal Gruppo: meno finanza speculativa, più protezione concreta.
C’è poi la dimensione sociale, che in una mutua non è mai un accessorio ma parte integrante del modello. Il Fondo Pensione Aperto Plurifonds ha sfiorato i 143.000 iscritti (+9,4%), con attivi finanziari gestiti per 1,9 miliardi di euro. Il Gruppo conta oltre 6.000 persone al servizio dei soci — tra rete distributiva e 786 dipendenti diretti — e nel 2025 ha erogato più di 21.000 ore di formazione ai dipendenti e oltre 121.000 ore alla rete agenziale. ITAS ha anche ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere e rinnovato l’attestazione Top Employer, due riconoscimenti che misurano la qualità del posto di lavoro prima ancora che i numeri di bilancio.
Il bilancio ha anche registrato uno stanziamento di 12,5 milioni di euro per un fondo di solidarietà destinato al prepensionamento volontario di circa 70 dipendenti nei prossimi tre anni. Un piano che guarda al futuro dell’organizzazione, puntando a integrare le competenze umane con l’innovazione digitale per migliorare i processi a vantaggio dei soci.
Sul fronte della sostenibilità, il 2025 ha visto l’approvazione del Piano Strategico di Sostenibilità 2025–2027, in linea con la Direttiva europea CSRD. Il Gruppo ha ampliato l’uso di energia elettrica da fonti rinnovabili — ora al 27,1% del totale — e ha proseguito nella riqualificazione del proprio patrimonio immobiliare. Nelle polizze, si lavora alla copertura dei rischi climatici e catastrofali nel ramo danni, mentre il ramo vita guarda a previdenza, welfare e tutela della persona.
A chiudere il quadro, le parole del Presidente Luciano Rova: “Il rafforzamento del patrimonio netto e l’elevato indice di solvibilità costituiscono la base per garantire nel tempo sicurezza e protezione ai soci assicurati con i quali vogliamo essere sempre più in relazione.” E poi l’annuncio di una novità statutaria importante: “la recente evoluzione statutaria che introduce il beneficio di mutualità in forma di ristorno, uno strumento con cui intendiamo rendere sempre più tangibile la condivisione del valore generato dalla gestione assicurativa.” Essere una mutua, insomma, non è solo una forma giuridica. È una scelta di campo.
Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2026/02/03/premio-mutualita-2026-itas-e-reale-mutua-premiano-linnovazione-sociale/




