Maddalena-Rabitti-Ivass
In EvidenzaIVASSNews

Risarcimento del danno grave: la Tabella Unica Nazionale al centro del sistema assicurativo

Il risarcimento del danno grave torna al centro del dibattito assicurativo con l’introduzione della Tabella Unica Nazionale (TUN), destinata a ridefinire criteri e modalità di liquidazione delle macrolesioni. Nel corso del convegno IVASS “Il risarcimento del danno grave alla persona nella Rc Auto e Sanitaria” del 13 aprile 2026, Maddalena Rabitti, Consigliera dell’Istituto, ha delineato il quadro normativo e interpretativo, chiarendo che “l’adozione della TUN rappresenta il punto di arrivo di un percorso lungo e complesso” e che il nuovo sistema mira a “rafforzare uniformità e prevedibilità del sistema risarcitorio”. Il riferimento al risarcimento del danno grave emerge fin dalle prime battute come asse portante della riforma, con implicazioni dirette per imprese, consumatori e giurisprudenza.

Nel suo intervento introduttivo, Rabitti ha ricordato che la TUN, introdotta con il D.P.R. n. 12/2025 in attuazione dell’articolo 138 del Codice delle assicurazioni, nasce con l’obiettivo di garantire “il diritto delle vittime dei sinistri a un pieno risarcimento del danno non patrimoniale effettivamente subìto”, accompagnando al contempo un processo di razionalizzazione dei costi. Il sistema si fonda su criteri uniformi a livello nazionale, con tabelle che definiscono sia le menomazioni comprese tra dieci e cento punti sia il valore economico del punto di invalidità, modulato anche in base all’età.

Particolare rilievo assume il cosiddetto “circolo regolatorio”, concetto richiamato dalla Consigliera per descrivere il processo di costruzione della norma: “prassi di mercato, regolatori e diritto vivente concorrono a definire la migliore regola del mercato”. In questo contesto, IVASS ha svolto un ruolo attivo, monitorando le pratiche liquidative e confrontandosi con operatori e giurisprudenza per arrivare a un modello coerente. “Ne è derivato un circuito virtuoso”, ha sottolineato Rabitti, evidenziando l’interazione continua tra diritto, mercato e regolazione.

Uno dei passaggi più significativi riguarda l’intervento della Corte di Cassazione del 7 aprile 2026, che ha chiarito l’ambito di applicazione della TUN. Come spiegato, “la tabella unica può operare in via indiretta anche con riferimento a fattispecie anteriori alla sua entrata in vigore”, diventando parametro di riferimento per la valutazione equitativa del danno. La Corte ha inoltre precisato che “ciò che rileva non è il momento in cui si è consumato l’evento lesivo, bensì quello dell’esercizio del potere valutativo”, rafforzando il ruolo del giudice nella scelta del criterio più adeguato.

Sul piano sistemico, la TUN si configura come strumento capace di garantire “uniformità e parità di trattamento”, pur senza vincolare rigidamente il giudice. Resta infatti possibile discostarsi dai parametri tabellari, purché con motivazione puntuale e in presenza di specificità del caso concreto. Questo equilibrio tra standardizzazione e discrezionalità rappresenta uno dei nodi centrali del nuovo assetto del risarcimento del danno grave.

Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il tema della rendita vitalizia, definita dalla giurisprudenza come soluzione idonea nei casi di danni permanenti particolarmente gravi, in quanto capace di assicurare un ristoro continuativo e proporzionato. Analogamente, in ambito sanitario, è stata richiamata l’evoluzione della responsabilità per infezioni nosocomiali, con attenzione al ruolo della prova e ai criteri presuntivi individuati dalla Cassazione.

Non manca, tuttavia, un elemento ancora incompiuto: “è ancora assente la tabella delle menomazioni all’integrità psico-fisica comprese tra i dieci e i cento punti”, ha osservato Rabitti, evidenziando come questo tassello sia fondamentale per completare il sistema. In prospettiva, le tabelle elaborate in ambito medico-legale potrebbero colmare temporaneamente il vuoto, in attesa di un intervento normativo definitivo.

Il quadro che emerge è quello di un sistema in evoluzione, in cui la standardizzazione dei criteri non elimina la complessità ma la governa. Come ha concluso Rabitti, “la standardizzazione dei criteri di liquidazione non si traduce in automatismi applicativi, ma si integra con il potere valutativo del giudice”, confermando la centralità della tutela effettiva della persona all’interno della responsabilità civile assicurata.

a cura di Vincenzo Giudice

Foto in copertina: Maddalena Rabitti, Consigliera IVASS

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2026/04/16/risarcimento-del-danno-alla-persona-ivass-equilibrio-tra-tutela-e-sostenibilita-del-sistema-assicurativo/

<
Articoli correlati
EsteroNews

Mercati assicurativi africani, crescita al 4,4% e ostacoli all’AI

Il rapporto AIO 2026 segnala una penetrazione assicurativa disomogenea, buoni risultati per i…
Leggi di più
EsteroNews

Glassdrive acquisisce Glaskedjan e cresce in Svezia

La rete svedese conta oltre 90 sedi. Il marchio manterrà la propria identità, accedendo alle…
Leggi di più
ApprofondimentiIn EvidenzaNews

Coperture LTC collettive: 113 euro l'anno per una rendita di 500 euro al mese

Lo studio degli Attuari presentato al seminario Assoprevidenza sui costi della non autosufficienza…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.





termini e condizioni