Consulente assicurativo e cliente durante la sottoscrizione di una polizza di investimento
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Nove investitori su dieci non farebbero a meno del consulente assicurativo

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La percezione delle polizze di investimento assicurativo tra gli italiani è cambiata in modo misurabile. Sette italiani su dieci ritengono oggi che le soluzioni assicurative di investimento tutelino il capitale in misura maggiore rispetto ai prodotti finanziari tradizionali: è uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca “Value for Money: il valore del cliente come fattore di successo per l’industria assicurativa”, realizzata da Deloitte con la sponsorizzazione di Generali e presentata nella sede romana della società di consulenza, nel corso di un convegno che ha riunito istituzioni, regolatori e principali operatori del settore.

L’indagine analizza l’evoluzione delle preferenze di acquisto dei consumatori rispetto ai prodotti di investimento assicurativo, con attenzione al valore percepito, al ruolo della consulenza, alla qualità della documentazione e ai driver che orientano la scelta delle polizze. Il contesto non è neutro: la complessità geopolitica internazionale e l’instabilità dei mercati stanno rendendo i risparmiatori più attenti, e il bisogno di protezione del patrimonio si traduce in una domanda crescente di soluzioni percepite come più sicure. Tra i fattori che pesano maggiormente nella decisione di sottoscrivere una polizza, emergono con chiarezza il rendimento atteso, la sicurezza rispetto a un prodotto finanziario puro e la qualità della consulenza ricevuta. La solidità finanziaria della compagnia e la reputazione del brand completano il quadro: sono indicati rispettivamente dal 56% e dal 49% degli intervistati sul canale agenziale come elementi di importanza fondamentale.

Il ruolo del consulente occupa uno spazio centrale nell’intera architettura del valore percepito. Il 90% degli investitori considera la consulenza un valore aggiunto significativo, apprezzandola soprattutto per la chiarezza con cui vengono illustrati costi, benefici e rischi, e per la capacità di personalizzare le soluzioni. Chi acquista in agenzia o in banca esprime una percezione di sicurezza più marcata rispetto a chi utilizza canali a distanza. Solo un terzo degli intervistati si dichiara disponibile a rinunciare alla consulenza in cambio di costi più bassi, con una forbice generazionale rilevante: la disponibilità sale a uno su due tra i più giovani (18-34 anni) e scende a uno su quattro tra gli adulti e i senior. Gli investitori con patrimoni più elevati, invece, attribuiscono al consulente un valore ancora maggiore.

«A due anni dall’entrata in vigore della normativa IVASS, osserviamo un significativo cambiamento nella percezione dei clienti verso i prodotti di investimento assicurativo», hanno dichiarato Ilenia Robusto e Alessandro Vidussi, Partner Deloitte. «Si registra una crescente fiducia e apprezzamento, soprattutto per la capacità di queste soluzioni di proteggere il capitale e garantire rendimenti adeguati in un contesto di mercato sempre più complesso. Questa evoluzione riflette non solo un miglioramento nella qualità dell’offerta, ma anche una trasformazione profonda nella relazione tra cliente e compagnia, dove il valore percepito delle polizze di investimento assicurativo è oggi fortemente legato alla reputazione del brand e alla solidità finanziaria dell’assicuratore». I due Partner hanno anche sottolineato come il consulente stia diventando sempre più un facilitatore di soluzioni personalizzate, capace di intercettare anche le esigenze delle nuove generazioni di consumatori.

Sulla normativa “Value for Money” si è espresso anche Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia, che ha ricordato come i risultati della ricerca confermino gli effetti concreti delle evoluzioni regolamentari degli ultimi anni, dalla Product Oversight & Governance alla trasparenza sul valore per il cliente. «Il POG non rappresenta per noi solo un adempimento formale, ma uno strumento strutturale per assicurare coerenza tra le caratteristiche dei prodotti, il target market e le esigenze reali delle persone», ha affermato. Generali ha investito 40 milioni di euro in formazione e 150 milioni per strumenti digitali a supporto delle reti distributive, segnale di come la consulenza di qualità richieda infrastrutture concrete.

Sul fronte della valutazione dei prodotti, l’80% degli investitori considera adeguato il rapporto costi-benefici della propria polizza e si dichiara soddisfatto del rendimento, con un picco tra chi ha acquistato tramite canale agenziale. La documentazione di prodotto ottiene un giudizio positivo dal 60% degli intervistati, con un apprezzamento nettamente superiore tra chi ha sottoscritto una polizza negli ultimi dodici mesi. Tra coloro che l’hanno giudicata meno soddisfacente, nove su dieci hanno ritenuto determinante il supporto del consulente per comprendere le caratteristiche del contratto.

Il convegno ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano — tra cui il Viceministro Valentino Valentini, il Sottosegretario Claudio Durigon e il Presidente della Commissione Finanze del Senato Massimo Garavaglia — accanto ai rappresentanti delle principali compagnie, da Allianz a Unipol, da Intesa Sanpaolo Assicurazioni a Poste Vita. Un tavolo che testimonia quanto il tema del valore percepito dai clienti sia diventato una questione di sistema, non più relegata ai soli operatori di mercato.

a cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/11/17/deloitte-entrepreneur-summit-2025-oltre-il-50-delle-aziende-mid-market-italiane-apre-il-capitale-a-nuovi-investitori/

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