Innovazione, Industria 4.0 e 5.0 e parità di genere tra crescita produttiva e disomogeneità organizzative

Nel dibattito sul divario welfare aziendale PMI emergono differenze strutturali sempre più evidenti tra grandi imprese e realtà di minori dimensioni, soprattutto in relazione alla capacità di investimento, alla qualità delle tutele interne e all’adozione di pratiche organizzative evolute. La survey realizzata da Fòrema – società di formazione del sistema confindustriale italiano – su 1.000 aziende venete, presentata al Festival Umano Tutto Intero alla presenza del ministro per le pari opportunità Eugenia Maria Roccella e con il contributo del direttore generale Matteo Sinigaglia, con il coinvolgimento di Confindustria Veneto Est, restituisce un quadro in cui innovazione tecnologica e welfare procedono con velocità differenti.
I dati indicano che il 71,5% delle imprese ha investito in tecnologie digitali e green, con effetti positivi su produttività ed efficienza, mentre l’88,6% segnala miglioramenti organizzativi. Tuttavia, la distribuzione dei benefici non risulta uniforme. Le imprese più piccole mostrano ritardi nella conoscenza e nell’applicazione delle pratiche legate alla parità di genere e alla conciliazione tra vita e lavoro, con livelli ancora limitati di certificazione e un divario più evidente nelle politiche di welfare familiare e nella gestione dei caregiver.
In questo contesto Matteo Sinigaglia osserva che “le piccole aziende devono crescere nelle tutele verso le famiglie e la parità di genere”, richiamando una distanza che si riflette anche nei percorsi di carriera e nelle azioni correttive interne, dove lo scarto tra grandi e piccole imprese supera in alcuni casi i due punti percentuali. La dimensione aziendale resta quindi un fattore determinante nella capacità di strutturare politiche di benessere organizzativo più mature e continuative.
Sul piano industriale, la survey conferma che gli incentivi legati a Industria 4.0 e Industria 5.0 hanno sostenuto una diffusione ampia degli investimenti, ma al tempo stesso evidenzia criticità legate all’incertezza normativa e alla complessità burocratica. Le imprese richiedono maggiore stabilità regolatoria e semplificazione amministrativa, considerate condizioni necessarie per consolidare la competitività e rendere più efficace la transizione digitale ed energetica.
Il quadro complessivo descrive un sistema produttivo in trasformazione, in cui innovazione e capitale umano avanzano in parallelo ma con intensità differenti. Il tema della sostenibilità sociale della crescita rimane centrale, soprattutto per il tessuto delle piccole imprese, che rappresentano una quota rilevante dell’economia regionale e nazionale e che risultano oggi più esposte alle discontinuità tra sviluppo tecnologico e adeguamento dei modelli di welfare interno.
La dinamica che emerge non riguarda soltanto l’efficienza produttiva, ma la capacità del sistema di rendere omogenei i benefici della trasformazione industriale, evitando che il divario organizzativo si traduca in una frattura strutturale tra dimensioni d’impresa.
Foto in copertina: Matteo Sinigaglia, direttore generale Fòrema




