Assemblea Annuale ANIA, RBM Salute: “Torniamo a valorizzare l’equazione Assicurazione = Protezione”

Marco Vecchietti (2) Imc

“La spesa sanitaria nel nostro Paese non è più sostenibile, serve un framework pubblico/privato come per la previdenza”. È questo uno dei messaggi lanciati a chiare lettere durante l’Assemblea Annuale ANIA tenutasi martedì 5 luglio scorso a Roma. Un concetto inserito anche nella relazione della presidente dell’Associazione delle imprese assicurative, Maria Bianca Farina: “Come nella previdenza, anche nel campo della sanità e dell’assistenza l’assicurazione può svolgere un ruolo determinante nel garantire la sostenibilità del sistema nel lungo termine. Il peso della spesa sanitaria pubblica rispetto al PIL è grosso modo in linea con quello degli altri maggiori Paesi europei, ma è di tutta evidenza che una sua crescita significativa non sarebbe sostenibile. A maggior ragione perché già oggi alcune criticità caratterizzano il nostro sistema sanitario. Conseguenze tangibili di questa difficoltà sono il fenomeno delle liste di attesa e il fatto che gran parte della spesa sanitaria privata è di tipo Out- of-Pocket”.

Tra i numeri presentati, i più significativi riguardano la stima dei premi: per l’esercizio 2014 la raccolta è stata pari a 552 milioni di Euro, ripartita al 50% tra le polizze stipulate dalle strutture sanitarie e quelle sottoscritte dai professionisti sanitari (ad esclusione di quelli raccolti dalle imprese europee operanti in Italia in regime di libertà di prestazione di servizi). Rispetto all’anno precedente i premi sono diminuiti del 2,2%, mentre il tasso annuo di crescita nel periodo 2004-2014 si attesta al 5,2%.

In perfetta sintonia con il pensiero espresso da Farina è anche Marco Vecchietti (nella foto), amministratore delegato di RBM Assicurazione Salute, compagnia molto attiva nello sviluppo di forme di sanità integrativa diffusa: “Credo serva rilanciare subito un’alleanza pubblico privato – rilancia Vecchietti – per un sistema sanitario multipilastro che, in linea con le tendenze da tempo consolidate nei principali Paesi europei, utilizzi lo strumento della compartecipazione alla spesa e della fiscalità per garantire equità e risorse da destinare alla protezione delle famiglie”.

“L’assicurazione deve mettere la persona al centro – prosegue l’AD di RBM Assicurazione Salute –. L’erogazione di servizi sanitari, assistenziali e di promozione della salute (dalla prevenzione all’avviamento all’attività fisica) diventerà sempre più cruciale. In presenza di uno scenario economico di mancata crescita del PIL e di costanti vincoli alla spesa pubblica, la capacità del settore assicurativo di garantire risorse aggiuntive e servizi adeguati per i bisogni di protezione e salute dei cittadini può rappresentare una grande risorsa per il nostro Paese anche nella prospettiva di invecchiamento progressivo della popolazione”.

“E’ arrivato il momento per il settore assicurativo di tornare ad essere protagonista del dibattito sociale in corso nel nostro Paese e, in particolare sulle tematiche del Welfare – conclude Vecchietti –. Per troppo tempo, soprattutto nei rami danni, le imprese assicurative sono state “Rc Auto-centriche”, ma le sfide che ci si presentano oggi ci chiamano sempre più a recuperare a pieno le “ragioni più vere” del nostro essere assicuratori. In altri termini è giunto il momento, a mio avviso, di tornare a valorizzare l’equazione ‘Assicurazione = Protezione’che è l’essenza stessa della nostra professione”.

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