San Biagio di Callalta (TV): Si intascava i premi delle polizze auto, assicuratore nei guai

Polizia municipale - Controlli Imc

(Autore: Matteo Marcon – la Tribuna di Treviso)

Almeno 8 i clienti truffati che lo hanno querelato. A smascherare i raggiri è stata la polizia locale. Gli automobilisti si sono accorti della fregatura quando, ai controlli degli agenti, la loro vettura risultava sprovvista della copertura obbligatoria. Eppure avevano pagato

Intascava i soldi dei clienti senza rinnovare la loro assicurazione: la polizia locale smaschera l’intermediario assicurativo e fioccano le denunce. Un assicuratore di 40 anni di Roncade, in attività nel Comune di San Biagio di Callalta, negli ultimi mesi ha continuato ad accumulare querele. A denunciarlo, finora, sono stati otto dei suoi clienti che, ignari della truffa, circolavano per la strada sprovvisti di regolare assicurazione. Il giochino di S.S., indagato per truffa, era semplice. Si faceva pagare le somme per le polizze assicurative in contanti forte del rapporto fiduciario che si era creato nel tempo. Ricevuti i soldi l’uomo rilasciava ai suoi clienti una semplice ricevuta.

«Il denaro poi» spiega il comandante della polizia locale di San Biagio Giovanni Favaretto «non confluiva nelle casse delle compagnie assicuratrici, ma prendeva altre strade e i clienti si trovavano con l’auto senza copertura assicurativa». I primi ad accorgersi dell’inganno sono stati proprio gli agenti della polizia locale. Tutto è iniziato durante un normale servizio di controllo nell’aprile dell’anno scorso. Come accade spesso, in questo periodo, l’auto fermata risultava priva di copertura assicurativa. Le vivaci proteste del relativo conducente, sanzionato con il sequestro amministrativo del mezzo, furono vane. Ma il giorno dopo la stessa persona si presentò in comando con la ricevuta per sporgere querela. La cifra pagata era di 285 euro. Nelle settimane successive, dopo l’avvio di approfondite indagini, la contabilità della truffa messa in atto da S.S. ha continuato ad aumentare e le auto beccate dalla polizia locale prive di regolare copertura assicurativa hanno continuato a ripresentarsi a ritmo regolare, con una costante: la compagnia era sempre la stessa.

Non mancano anche le variazioni sul tema: «In due casi», spiega il comandante Favaretto «S.S. aveva rilasciato correttamente il certificato ed il contrassegno assicurativo, salvo poi annullare la polizza e denunciare ai Carabinieri lo smarrimento dei documenti assicurativi». L’uomo nel frattempo è anche stato segnalato all’Ivass, l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni, con la richiesta di cancellazione dall’albo degli intermediari assicurativi. Nell’ottobre scorso il monomandatario della stessa agenzia ha denunciato S.S., proprio collaboratore, per attività irregolare di subagente, con l’accusa di aver emesso regolare documentazione assicurativa per numerosi veicoli senza però aver versato un euro in cassa. Valore totale dei premi? 4000 euro. Ma l’esatto ammontare di questa truffa deve ancora emergere. Per gli otto che hanno deciso di denunciare l’inganno alle autorità, ce ne sono altrettanti che per ora preferiscono aspettare o che non intendono farlo. E i casi continuano, l’ultimo la settimana scorsa: «Una nostra pattuglia», conclude Giovanni Favaretto «ha accertato una mancata copertura assicurativa a carico di una signora, che agli agenti esibiva una ricevuta del novembre 2014 fatta a mano da S.S. attestante la ricezione di 310 euro per una polizza semestrale che in realtà non era mai attivata».

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