Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca e Snfia spingono per un’autorità «indipendente, imparziale, professionalemente e tecnicamente sempre più specializzata».
I lavoratori di Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca e Snfia «dicono basta ai giochi di potere sull’Isvap e a una situazione lavorativa insostenibile». È quanto si legge in un comunicato diramato dalle stesse organizzazioni sindacali.
Ed è per questo che i lavoratori dell’Isvap «ritengono che l’unica vera garanzia per tutti gli operatori del mercato debba essere rappresentata da un’autorità indipendente, imparziale, professionalmente e tecnicamente sempre più specializzata, in possesso dunque dei requisiti indispensabili per motivare l’esistenza stessa di un’authority; non accettano di veder piegata a logiche di interesse la credibilità e l’indipendenza dell’autorità e la professionalità di tutti i lavoratori che giorno dopo giorno, cercano di svolgere con serietà, impegno e imparzialità i compiti istituzionali loro affidati; chiedono che la scelta per nuova presidenza sia indirizzata verso personalità di indiscussa indipendenza e basata su criteri di alta e riconosciuta professionalità, i soli criteri che garantiscono all’autorità credibilità, indipendenza, competenza ed efficacia».
I lavoratori, precisano che «anche se alcune indiscrezioni erano già circolate, non abbiamo elementi sufficienti per ritenere quanto le notizie di stampa abbiano o meno un concreto fondamento, ma sappiamo bene ciò che accade all’interno dell’Isvap dove l’attuale presidenza, che si vorrebbe prorogare, e l’attuale vice direzione, che si vorrebbe al ruolo di direzione generale, in tutti questi anni hanno creato un clima lavorativo insostenibile». E spiegano anche le ragioni:
– Un vice direttore generale entrato all’Isvap nel 2003 come dirigente apicale “a chiamata” con contratto a termine, senza alcuna selezione ed estranea alla struttura, protagonista, in soli due anni, di una straordinaria carriera;
– Un incessante turn over di dipendenti e dirigenti da un ufficio all’altro che ha prodotto un sistema di “controllo” di tutta la struttura con la dispersione di esperienze, di professionalità e di knowhow, con lo smantellamento di presidi altamente tecnici come le sezioni attuariali o di riassicurazione, i cui addetti sono stati “dispersi” nei vari uffici;
– Ristrutturazioni radicali che hanno visto coinvolte decine di uffici e dipendenti senza un minimo confronto né informativa preventiva alle OO.SS. e ai dirigenti.
-Un’intera struttura, composta da 24 dirigenti in carica e oltre 300 dipendenti, priva di ogni prerogativa consultiva e decisionale, intimorita e ridotta a mera esecutrice dei desiderata dei vertici.
– Un decisionismo aggressivo che non sente ragioni una mancanza di trasparenza che per nulla si addice ad una Autorità di vigilanza che dovrebbe fondare ogni suo atto e comportamento, sia all’interno che all’esterno, sulla chiarezza, sia per dovere istituzionale che per etica pubblica!
Redazione Intermedia Channel
