
«A volte basta uno spostamento di orario di lavoro, un part-time, un lavoro ripartito per permettere ad una donna di mantenere la propria occupazione». Così Fiorella Morelli, responsabile del coordinamento donne della Cisl Lombardia ha sintetizzato, nei giorni scorsi, l’importanza di un adeguato impegno, in fase di contrattazione, nella conciliazione famiglia-lavoro.
«La contrattazione di secondo livello può rappresentare il punto di incontro di disponibilità di singole imprese a trovare le soluzioni partendo dall’osservazione dell’esistente e dalle esigenze espresse da lavoratori – ha aggiunto Morelli –. Alcune volte con uno slittamento dell’orario si eviterebbero delle spese che gravano sulle famiglie, costrette a pagare un servizio per accompagnare i figli a scuola: anche questo è un aumento del potere salariale di una famiglia».
I dati dell’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio regionale sulla conciliazione, curato da Giorgio Caprioli, segnalano una sessantina di nuovi accordi siglati in Lombardia nel corso del 2013, soprattutto nel settore metalmeccanico (25 intese), nel commercio-terziario (una dozzina) e nel chimico-tessile (10 accordi). Tra i terni trattati, si registra la prevalenza di richieste relative ad un’integrazione di salario o tfr (sostegno studio figli, sostegno maternità, carrello della spesa, fondo di solidarietà interno), segnalato nel 65% dei casi. Significativo, però, anche il ruolo dei permessi retribuiti, del part time e di servizi come asilo nido o baby sitting. Ancora marginale, invece job sharing e telelavoro. In un’ideale classifica dei fattori per macrofamiglie, al primo posto figurano gli accordi flessibilizzazione del tempo in funzione delle esigenze dei lavoratori, al secondo posto la concessione di permessi, al terzo il pagamento o fornitura diretta di servizi.
Tra le aziende che hanno sottoscritto un accordo del genere nel 2013, Cisl segnala i casi di Beta utensili (libri di testo, borse di studio, vaccinazione antinfluenzale, assistenza fiscale), Krino (permessi non retribuiti per malattia del figlio fino a tre anni e part-time post maternità fino a tre anni del figlio), Agusta (parttime, telelavoro, asili nido, agevolazioni per visite medico-specialistiche), Cartotecnica GoldPrint (part-time e job-sharing per cure familiari).
Autore: Matteo Meneghello – Il Sole 24 Ore