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Il Credit Crunch prossimo venturo. Soft Landing o Hard Landing? L’impatto sulle PMI e le StartUp assicurative

Marco Contini

La Banca centrale europea (Bce) ha deciso a Giugno 2023 di alzare i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 4%, quello sui depositi al 3,50% e quello sui prestiti marginali al 4,25% di converso è stato già annunciato un ulteriore aumento dei tassi a fine Luglio di un altro 0,25% e probabilmente uno a Settembre di analoga portata.

Poi si vedrà come reagirà l’inflazione ma saremo già al 4,5% con quasi certa recessione per i successivi, almeno, 6/12 mesi. Sarà hard o sarà soft?

Cosa è un credit crunch e quali conseguenze potrebbe avere sull’economia e sulle aziende, soprattutto le Pmi e quindi sulle le giovani aziende necessitanti di credito e finanziamenti per portare avanti i propri progetti (leggasi startup)?

Una stretta creditizia può essere definita come una forte riduzione della disponibilità di credito o di prestiti nei mercati finanziari, con conseguente inasprimento delle condizioni di prestito. Durante una stretta creditizia, i mutuatari incontrano maggiori difficoltà nell’ottenere credito. Questo perché le istituzioni finanziarie adottano criteri più severi per la concessione dei prestiti, impongono tassi di interesse più elevati (come in questo periodo), o riducono il volume complessivo dei prestiti erogati. L’offerta di credito si restringe, limitando il flusso di fondi a imprese, consumatori e investitori.

Le crisi del credito sono spesso innescate da una combinazione di fattori che erodono la fiducia e la liquidità delle istituzioni finanziarie. Tra queste:

  1. Svalutazione degli asset: Un calo significativo del valore delle attività finanziarie, come le abitazioni o le azioni, può portare a perdite diffuse per le istituzioni finanziarie. Ciò riduce la loro base di capitale e la loro capacità di concedere prestiti, provocando una contrazione del credito.
  2. Deterioramento della fiducia degli investitori: Le turbolenze dei mercati, le incertezze geopolitiche o i grandi scandali finanziari possono minare la fiducia degli investitori. Quando gli investitori diventano avversi al rischio, ritirano i loro fondi dalle istituzioni finanziarie, provocando una carenza di liquidità e una riduzione della capacità di prestito.
  3. Inasprimento della politica monetaria: Le banche centrali, in risposta ai timori di inflazione, possono aumentare i tassi di interesse o attuare politiche monetarie restrittive. Queste azioni rendono più costoso l’indebitamento, con conseguente diminuzione della domanda di prestiti e della disponibilità di credito.

Una contrazione del credito può avere profonde ripercussioni sulla economia specie sulle società più giovani e vulnerabili , quelle che non hanno ancora prodotto ricavi e vivono di crescita senza utili non avendo raggiunto il break even.

  1. Imprese: La riduzione dell’accesso al credito ostacola l’espansione delle imprese, limita le opportunità di investimento e può portare alla riduzione dei posti di lavoro. Le piccole e medie imprese (PMI) sono particolarmente vulnerabili perché dipendono in larga misura da finanziamenti esterni.
  2. Consumatori: I privati incontrano difficoltà nell’ottenere mutui, prestiti auto o credito personale, con ripercussioni sulla loro capacità di acquistare case, veicoli o finanziare le spese quotidiane. Ciò può frenare la spesa dei consumatori, che è un motore fondamentale della crescita economica.
  3. Istituzioni finanziarie: Le banche e gli altri istituti di credito si trovano ad affrontare rischi di credito più elevati a causa di potenziali insolvenze. In risposta, inaspriscono gli standard di prestito, il che può portare a un circolo vizioso di riduzione dell’attività economica e aggravare ulteriormente la contrazione del credito.
  4. Economia in generale: Una contrazione del credito può ostacolare la crescita economica, ridurre i livelli di investimento e determinare una diminuzione della domanda aggregata. Questo, a sua volta, può provocare un rallentamento della produzione, un aumento del tasso di disoccupazione e una contrazione generale dell’attività economica.

Per le Startup assicurative, per i loro progetti di innovazione, questo scenario può diventare mortale specie per chi, non generando ancora ricavi ( e sono i più ) rischia un blocco del credito o addirittura una richiesta rientro da parte delle banche con potenziale rischio di default della azienda, anche in presenza di sani progetti o idee superlative .

Quando manca la benzina la macchina si ferma.

Ecco quindi il fermento sullo scenario del M&A ( specie quello del brokeraggio ) dove il riscatto della Old Economy ( più solida e con bilanci quantomeno ricchi di ricavi e utili ) sta portando alla acquisizione di diversi asset , anche e soprattutto tecnologici delle società più giovani che si trovano costrette ad interrompere il proprio percorso di crescita ( senza ricavi e con ebitda negativo ) per evitare di veder vanificata la propria idea che può trovare sfogo e sviluppo inserita all’interno di società più solide che cercano tecnologia e idee e , con questa drammatica situazione sui mercati del credito permette loro di inglobare asset che 5 anni fa non sarebbero stati ceduti o avrebbero avuto valutazioni stellari.

Molte di queste operazione saranno annunciate nei prossimi mesi e si capirà da qui quanto questa situazione non è da sottovalutare da parte di nessuno.

a cura di Marco Contini

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