L’aumento dei tassi sui titoli di Stato e l’incertezza geopolitica mettono alla prova il settore, ma la robustezza patrimoniale rassicura, secondo un’analisi di PLUS-Il Sole 24 Ore
Il recente rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, seguito allo scoppio del nuovo conflitto mediorientale, ha messo in tensione anche i gestori assicurativi italiani, fino a pochi mesi fa abituati a una fase di relativa tranquillità con minusvalenze contenute e redditività in ripresa.
Secondo un’analis di PLUS-Il Sole 24 Ore, i portafogli, fortemente esposti ai governativi domestici come i BTP, che rappresentano oltre 240 miliardi di euro, pari al 24% degli investimenti delle compagnie, hanno subito svalutazioni rapide, ma gli esperti non intravedono segnali di allarme sistemico.
Alberto Villa, responsabile dell’ufficio studi di Intermonte, osserva come «in uno scenario incerto molti investitori hanno alleggerito i portafogli e preso profitto senza analisi sofisticate, aumentando i rendimenti anche dei titoli meno rischiosi», sottolineando che «le compagnie assicurative hanno Solvency ratio molto solidi, compresi tra il 200 e 230% del capitale richiesto».
La solidità patrimoniale permette di affrontare eventuali scossoni sui mercati senza compromettere la capacità di onorare gli impegni verso i clienti. I settori più delicati rimangono alcune linee Danni, in particolare il comparto marittimo, dove le esposizioni italiane sono limitate rispetto ai concorrenti esteri, e il cyber risk, crescente tema di preoccupazione globale. In questa fase, paradossalmente, anche il caro carburante potrebbe ridurre i rischi auto, grazie a una minore circolazione dei veicoli.
Il Solvency ratio, indicatore chiave della solidità delle assicurazioni, aveva raggiunto lo scorso settembre il 275% per le imprese italiane, secondo l’ultimo dato ANIA disponibile, confermando la capacità di fronteggiare rischi tecnico-finanziari monitorati anche attraverso stress test periodici dell’EIOPA.
Studi recenti, come quello di Barclays, suggeriscono che anche in scenari di stagflazione estrema, con petrolio a 150 dollari al barile, il Solvency ratio mediano europeo potrebbe scendere solo a circa 190%, un livello comunque considerato robusto. L’aumento dei tassi di interesse potrebbe addirittura produrre effetti patrimoniali positivi, compensando parzialmente l’impatto dell’inflazione e le oscillazioni dei mercati.
Il settore Vita mantiene una posizione favorevole grazie a fondamentali solidi e a prodotti in grado di proteggere il capitale, mentre l’esposizione ai private credit, pur segnalata come critica da alcuni operatori, appare in larga parte gestibile. La prudenza degli investitori rimane alta, osservando con attenzione le tensioni internazionali e gli effetti sui mercati finanziari, ma la robustezza delle compagnie italiane consente loro di navigare la fase di incertezza con una solida capacità di reazione.
Leggi anche: https://www.intermediachannel.it/2025/11/25/assicurazioni-italiane-davanti-ai-nuovi-rischi-sistemici/




