Opinione della Settimana

Nozze Unipol-FonSai, l’ex ad di Generali Perissinotto ai pm: “Operazione malsana per tutti”

Confermate le dichiarazioni di Ligresti sulla processione ad Arcore a favore della Cancellieri. Ma il ministro smentisce: “Accanimento senza limite, disegno che non comprendo”

Unipol - Fondiaria Sai Imc“Io ho trovato e trovo tuttora inappropriato che il socio di Generali, Mediobanca, si adoperi per questa fusione”. A puntare il dito contro le nozze Unipol-Fondiaria Sai, tra gli altri, è stato anche l’ex amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto, sentito in merito dalla Procura di Milano il 20 dicembre scorso in veste di persona informata dei fatti. “E’ ben vero che il cda di Generali mi ha avvicendato proprio nel corso della contesa su Fondiaria ed è anche vero che io non ho nascosto tutte le perplessità che ho espresso e che mantengo sull’iniziativa di Unipol. Ho detto e scritto che questa operazione non mi convinceva e non mi convince per la salute di Unipol. Credo che con questa acquisizione i problemi quanto di Unipol quanto di Fondiaria non siano stati risolti ma portati in avanti”, ha aggiunto a verbale l’ex numero uno del primo gruppo assicurativo italiano che proprio per le divergenze con il suo azionista Mediobanca sul caso ha perduto la poltrona.

Dalle stesse carte della Procura, poi, arriva la conferma delle deposizioni di Salvatore Ligresti trapelate nei giorni scorsi sul caso Cancellieri. In particolare nel corso di un interrogatorio del 15 dicembre 2012, il costruttore siciliano risponde a una domanda del pm Luigi Orsi che gli chiede: “Le è capitato quanto spesso di segnalare delle persone all’autorità politico-amministrativa?”. E Ligresti, che è accusato di corruzione assieme all’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini, risponde: “Non ricordo che sia successo in altri casi. Anzi mi viene in mente un secondo episodio e sempre riferito al Presidente Berlusconi. Mi feci latore del desiderio dell’allora prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione”. L’ex patron del gruppo FonSai ha chiarito, inoltre, che “l’attuale ministro Cancellieri è persona che conosco da moltissimi anni e ciò spiega che mi si sia rivolta e io abbia trasmesso la sua esigenza al Presidente Berlusconi. In quel caso – ha concluso Ligresti – la segnalazione ebbe successo perché la Cancellieri rimase a Parma”.

“Qui c’è un accanimento che non ha limite, c’è un disegno che non comprendo”, ha replicato a caldo il ministro smentendo come “falsa e destituita da ogni fondamento” la ricostruzione che emerge dai verbali. La Cancellieri sottolinea poi di non essere mai stata prefetto a Parma, ma commissario prefettizio nella città emiliana una prima volta nel 1994 e poi solo per pochi giorni nell’ottobre 2011, poco prima di essere chiamata da Mario Monti al governo come ministro dell’Interno. Quindi il ministro si chiede come possa Salvatore Ligresti sostenere che lei preferisse rimanere a Parma e dire di essersi fatto latore di una richiesta in tal senso presso Silvio Berlusconi. “Come fa a dire di avermi raccomandato? Per quale motivo avrei dovuto o voluto rimanere a Parma?”, si chiede sottolineando appunto di essere rimasta pochi giorni a Parma e poi di aver accettato l’incarico nel governo Monti.

Tornando ai verbali, Ligresti ricorda anche che “in alcune occasioni ho segnalato al presidente” Berlusconi “il mio personale auspicio che si trovasse una sistemazione per Giannini”. Il costruttore sottolinea poi di avere “una particolare consuetudine” con l’ex premier. “Certamente mio padre e Berlusconi parlarono del tema Giannini”, ha poi confermato la figlia Jonella al pm. “I due sono molto amici e non parlarono esclusivamente di questo argomento. Nè credo che questa sia stata la sola occasione nella quale mio padre ha sollecitato l’ex presidente del consiglio a trovare una collocazione lavorativa a Giannini”.

“Giannini ha manifestato, quale presidente dell’Isvap, un atteggiamento non benevolente nei confronti di Generali e ci ha subissati di ispezioni”, ricorda invece Perissinotto. Il quale il pm chiede lumi anche sul fatto che “Ligresti ha riferito che Giancarlo Giannini le ha segnalato professionisti a lui graditi”. E il manager replica: “Figurarsi, sarebbe stato impensabile. Io non so se ci sia sul mercato assicurativo un operatore che ha ricevuto tante attenzioni quante Giannini ha riservato a Generali”.

Sempre a proposito della vigilanza, quella dei mercati finanziari in questo caso, Jonella ricorda che “ad un certo punto mio padre decise che fossero dati degli incarichi a Marco Cardia, un avvocato figlio dell’ex presidente della Consob. Marco Cardia l’ho conosciuto, non mi è parso un luminare del diritto. Non c’è bisogno di diffondersi sulle ragioni di questa decisione”. Anche Salvatore Ligresti, il 15 dicembre 2012, è stato interrogato sul tema dei rapporti tra il figlio dell’ex presidente della Consob e il gruppo FonSai. L’ingegnere di Paternò ha chiarito che fu Massimo Pini, l’ex vicepresidente di FonSai, “a suggerire che fosse incaricato come professionista legale Marco Cardia. Questa indicazione Pini l’ha data personalmente a me. Mi si chiede per quale ragione scegliessimo Cardia – ha proseguito Ligresti –, Pini mi ha spiegato che si trattava del figlio del presidente della Consob in carica. Non c’era bisogno di spiegare altro”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano (Articolo originale)

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