Voci dalla Rete: Ramo Vita al riparo sotto le banche

Voci dalla Rete (2) Imc

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Rilanciamo anche su Intermedia Channel l’articolo che Lucia Spotorno, ricercatrice presso il Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, ha pubblicato su Via Sarfatti 25, il quotidiano online dell’ateneo milanese. Il contributo-opinione di Spotorno è basato su “Bank affiliation influence on life insurers’ performance before and after the financial crisis”, studio che la ricercatrice ha realizzato con due colleghe (Ornella Moro – Università degli Studi di Sassari – e Luisa Anderloni, Università degli Studi di Milano) e nel quale si dimostra come le società assicurative ramo Vita controllate da istituti di credito abbiano migliori performance e capacità di cambiare pelle durante i periodi di crisi

Al riparo sotto le banche – di Lucia Spotorno, ricercatrice presso il Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi – Via Sarfatti 25

Prima della crisi le compagnie assicurative controllate da banche offrivano in prevalenza ai loro clienti polizze a elevato contenuto finanziario, che si differenziavano dai prodotti commercializzati dagli altri assicuratori per la ridotta copertura del rischio demografico e per la spinta esposizione alla volatilità dei prezzi delle attività finanziarie. A partire dalla crisi, la composizione del portafoglio di prodotto si è modificata rapidamente, diventando più simile a quella degli assicuratori tradizionali, presumibilmente in risposta alla riduzione della propensione al rischio dei clienti ingenerata dai cattivi risultati degli investimenti finanziari. Inoltre, a partire dagli anni della crisi le compagnie controllate da banche dimostrano di sapere recuperare posizioni nell’investimento delle riserve tecniche e dei mezzi propri: i risultati di tale attività prima del 2008 erano peggiori di quelli degli assicuratori tradizionali, a fronte di un portafoglio di attività la cui composizione appare molto simile mentre migliorano sensibilmente in termini relativi a partire dagli anni successivi.

Queste sono alcune delle evidenze che emergono da “Bank affiliation influence on life insurers’ performance”, un lavoro in cui, insieme a due colleghi, abbiamo sottoposto a verifica l’ipotesi che il controllo di una compagnia di assicurazione vita da parte di una banca sia un fattore che influenza la performance della compagnia. Per effettuare l’analisi consideriamo i risultati economici relativi all’attività di assicurazione vita di tutte le imprese domiciliate in Italia operanti nel ramo durante il periodo 2003 -2013.

I risultati che otteniamo ci suggeriscono che l’elevata capacità di adattamento in un contesto di mercato non facile e una ottima abilità a consolidare le posizioni ottenute a scapito dei concorrenti tradizionali hanno permesso alle compagnie controllate da banche di cambiare pelle durante la crisi e di ottenere comunque buone performance con un mix di prodotto diverso da quello offerto in precedenza.

L’affiliazione bancaria sembra avere un ruolo in questo, anche al di là degli ovvi vantaggi che la distribuzione delle polizze tramite sportelli comporta grazie ai costi più ridotti rispetto alla commercializzazione tramite reti di agenti.

Certamente l’abilità delle banche nel fare leva sul rapporto fiduciario con il cliente per direzionarne la domanda verso i prodotti a maggiore margine è cruciale nel determinare le buone performance delle compagnie controllate e spiega l’effetto positivo dell’affiliazione bancaria. D’altra parte colpisce la rapidità con cui, quando ciò si è reso necessario, le banche sono state capaci di disegnare un’offerta adeguata alle nuove esigenze della clientela, colmando in breve i gap rispetto agli assicuratori tradizionali che già presidiavano questo segmento del mercato.

Lo spostamento verso i prodotti multiramo a cui stiamo attualmente assistendo è una ulteriore testimonianza dell’abilità di posizionamento degli assicuratori controllati da banche. Le polizze multiramo sono infatti un prodotto ibrido che, accanto alla protezione costituita da un minimo garantito su una porzione dell’investimento, implica per gli investitori l’esposizione alle fluttuazioni dei prezzi delle attività finanziarie. Questo consente agli assicuratori di trasferire parte del rischio dell’investimento del premio sugli assicurati, come avviene nelle polizze di tipo finanziario, e allo stesso tempo una più facile commercializzazione del prodotto. In un contesto di tassi di interesse molto contenuti, si tratta della soluzione di compromesso che consente agli assicuratori il mantenimento degli equilibri economici.

Se sia anche il meglio per la clientela, però, è tutto da vedere.

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Intermedia Channel

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