Dopo il via libera sui concambi da parte di Premafin, ora la proposta di fusione è in mano a Bologna. Consob obbliga la compagnia assicurativa a pubblicare le minute dei consigli, dalle quali emergono i dubbi del consigliere Bragantini: Unipol non ha il capitale necessario
Nuovo intervento della Consob nella complessa partita Unipol-Fonsai. La Commissione – probabilmente sulla base dell’esposto presentato da Sator e Palladio – ha chiesto infatti a Fonsai di ricostruire le ultime tappe della vicenda. A partire dal cda del 17 maggio di Fonsai, con l’approvazione dei concambi da proporre alla compagnia bolognese ma anche con il voto contrario del consigliere indipendente Salvatore Bragantini, che ha fatto mettere a verbale le ragioni del suo dissenso (messe integralmente in uno dei due allegati). La ricostruzione continua con la successiva riunione della Milano assicurazioni, che ha approvato il concambio proposto dalla sua controllante, ma ha anche presentato le proprie osservazioni, che Fonsai ha fatto proprie e inserito nella lettera-contratto inviata a Premafin; quella che, dopo l’approvazione del concambio da parte della holding, è stata la proposta formale presentata a Unipol. Spedita due sere fa, dopo che anche la società a monte di tutto il processo – Premafin – ha approvato i termini della fusione con via Stalingrado (che invece finora non ha ancora convocato consigli sui concambi).
Per quanto riguarda la contrarietà di Bragantini, viene riportato che le risultanze del lavoro degli advisor siano tali da segnalare “l’urgente necessità di doverosi approfondimenti, in difetto dei quali mancano gli elementi necessari a tranquillizzare in merito alla capacità di Unipol Assicurazioni di sostenere la complessa operazione di aggregazione in programma, nonché di determinare in seguito gli effetti positivi sulla gestione“.
Nel lungo lungo comunicato chiesto dalla Consob, Fonsai ha anche ampi riferimenti ai comunicati emessi in questa settimana di trattative, illustra la lettera di Mediobanca a Premafin sui debiti e analizza le condizioni di indipendenza di Cappelli e Marocco.
Autore: Vittoria Puledda – La Repubblica (Articolo originale)




