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“CORAGGIO DI CAMBIARE” INVITA GLI AGENTI «A USCIRE DALL’INDIFFERENZA»

In una lettera aperta, Vincenzo Cirasola, fondatore del movimento di opinione, prende spunto da un articolo pubblicato da Altro Consumo, che «spinge affinché il ramo auto sia consegnato, su iniziativa dello stesso consumatore, alle compagnie dirette, screditando indirettamente il lavoro dell’agente, soprattutto monomandatario». 

Prendendo spunto da un articolo pubblicato sul numero del mese di settembre della rivista Soldi e Diritti, curata da Altro Consumo, Vincenzo Cirasola (nella foto), fondatore del movimento di opinione all’interno dello Sna, Coraggio di cambiare, ha ritenuto opportuno scrivere una lettera aperta alla categoria degli agenti. Intermedia Channel la pubblica integralmente:

Cari colleghi, care colleghe,

Alleghiamo, per vostra opportuna informazione, e per le riflessioni del caso, l’articolo pubblicato sul numero del mese di settembre di “Soldi e Diritti”, rivista curata da Altro Consumo, l’associazione dei consumatori presieduta dall’Avv. Paolo Martinello, noto e stimato professionista, che è anche il consulente storico dello SNA.

La nostra attenzione è caduta sulla portata del messaggio che l’associazione indirizza ai suoi iscritti, e ai consumatori in generale indicando loro quale via percorrere per risparmiare sullh’RCA. Ci hanno particolarmente colpito i titoli e le frasi che abbiamo cerchiato e sottolineato sullo stesso articolo, quali a esempio:

 

……SCOPRITE QUANDO POTETE RISPARMIARE CON IL NOSTRO SERVIZIO ONLINE

 

SE LA COMPAGNIA PIU’ CONVENIENTE RISULTA GENIALLOYD OPPURE ZURICH CONNECT, PUOI USUFRUIRE DI UNA TARIFFA PREFERENZIALE SULL’RCA E ULTERIORI SCONTI SULLE GARANZIE RISCHI DIVERSI.

 

INCHIESTA IN 111 AGENZIE DI 11 CITTA’: POCA TRASPARENZA SULLE POLIZZE

 

POLIZZE ONLINE E AL TELEFONO: SUL PODIO DELLA CONVENIENZA

 

A parte il nucleo dell’articolo, rappresentato unicamente dal prezzo, quello che ne deriva è che una delle associazioni più rappresentative dei consumatori, nel cui alveo rientriamo anche tutti noi, spinge affinché il ramo auto sia consegnato, su iniziativa dello stesso consumatore, alle compagnie dirette (e con loro a quelle telefoniche) che eleva a panacea unica e assoluta al caro polizze, screditando indirettamente il nostro lavoro e colpendo, soprattutto, gli agenti monomandatari, i quali dovrebbero essere obbligati a rilasciare almeno 3 preventivi, secondo il disposto dell’attuale art. 34, salvo modifiche.  Secondo quanto leggiamo sulla stampa, in questi giorni il funesto art. 34 potrebbe essere barattato, tramite l’emanazione di un nuovo “Decreto Crescita”, con la collaborazione di “A con A” (ricordiamo che nell’RCA già esiste da anni A con E), e con la pubblicazione, anche sui siti web di ogni compagnia di un preventivo con garanzie standard di base, e non per ultimo, con l’abrogazione del tacito rinnovo. In questo modo, a ogni scadenza, gli agenti tradizionali saranno costretti a emettere nuovamente tutte le polizze RCA facendo firmare ogni anno al medesimo cliente l’adeguatezza, l’informativa, ecc., anche se il veicolo è lo stesso. Per di più, sempre questi bistrattati agenti, perderanno l’indennità di fine mandato, che il vigente ANA 2003 prevede per le polizze RCA con tacito rinnovo. Tutto ciò sta avvenendo nel silenzio della categoria e addirittura con il plauso dei nostri vertici sindacali.

Auspichiamo di cuore, che qualora venisse approvato questo nuovo decreto, ovvero nelle more della sua approvazione, venga almeno presentata un istanza di integrazione con la previsione che il cliente fidelizzato dell’agente,  potrà rinunciare all’emissione di una nuova polizza, sottoscrivendo unicamente un’appendice di espressa volonta’ di rinnovo del contratto in essere.

Ritornando al contenuto dell’articolo, non una parola sulle miserrime provvigioni oggi riconosciute alla nostra categoria rispetto al servizio comunque reso, in ogni frangente, ai nostri clienti; come pure in relazione al fatto che in futuro, grazie alla collaborazione di “A con A” nella RCA, un mercato già di per se saturo,  le provvigioni proseguiranno, accellerandola,  questa corsa al ribasso perché ci toccherà spartirle con il nostro collega che ha accettato di assicurare il nostro cliente. A proposito di “A con A”, alcuni interrogativi sorgono spontanei. Anche negli altri rami il decreto stabilirà su quale agente cadrà la responsabilità? Quale delle due compagnie sarà costretta a investire in formazione sulla propria rete per un prodotto appartenente a un’altra impresa concorrente? Al subagente quale provvigione spetterà? E via dicendo. Non è che per caso, fatta la legge, alcune compagnie decideranno di sviluppare e investire maggiormente sulla raccolta diretta per la RCA, visto che è un prodotto di domanda, in particolare nel caso il cliente accetti la polizza standard che ha trovato sul sito web? Anche per i prodotti retail, le imprese potrebbero investire nelle dirette, saltando gli agenti. Ci domandiamo come mai lo SNA, nel frattempo, abbia sottoscritto un accordo con i Broker? Quasi a voler ribadire che il nuovo modello distributivo in Italia debba  necessariamente passare dalla pluri-offerta, poiché gli agenti tradizionali monomandatari sono obsoleti e “fuorilegge”. Allora, se è così che la pensano, perché invece di prendere 10 mandati, non si assumono la responsabilità di diventare BROKER, visto che si dichiarano più professionali e più moderni con i tempi?  E poi quali sono i benefici e i vantaggi che da un siffatto ordine di accordo dovrebbero derivare  alla nostra categoria? Siamo sicuri che l’accordo non possa essere a tratti anticompetitivo per gli agenti, ovvero foriero di nuovi spazi d’azione soprattutto per i broker, i quali potranno sviluppare  la loro attività pure nel mercato retail e middle-market, visto che il mercato corporate, a loro stesso dire, non ha piu’ i margini di crescita che aveva nel passato. Il tutto facendosi pagare le provvigioni dagli agenti o dalle compagnie e non dal cliente, come prevederebbe la DIA di prossima emanazione.

Stiamo assistendo, inerti, a un passo storico che va verso una direzione assai pericolosa per la sopravvivenza della categoria.

Grazie poi agli interventi che hanno dato voce al pensiero di chi dovrebbe rappresentare noi agenti, politici, Governo, Antitrust e consumatori sono giunti alla conclusione che l’RCA, e non solo, debba tornare a essere una questione di prezzo e anche questa volta a pagarne le conseguenze e’ il nostro lavoro, svuotato in un attimo della professionalità che gli è propria. Ridotto a un orpello perché è il prezzo, e solo il prezzo, che conta. E poi oggi con “Skype” e mille applicativi presenti sul mercato un rapporto “face to face”, seppure virtuale, può sempre essere instaurato tra il cliente e l’operatore del call-center. Ma non c’e’ dato sapere con chi, perché seppur lo riesci a vedere in un monitor, sempre un operatore telefonico rimane, e non ha nulla a che vedere con il servizio, pre e post vendita,  che può fornire l’agente professionista. 

Cosa poi dire quando leggiamo nell’allegato articolo  del progetto “Guido sicuro”?  E di come e’ stato finanziato,  a chi di fatto appartiene e poi, a ruota, dell’invito ad abbandonare tout court  la rete tradizionale, nemmeno citata come alternativa, a favore delle compagnie dirette?

Ecco allora i primi frutti che possiamo raccogliere dalle lotte intestine condotte contro il monomandato (in particolare in materia di RCA) in costanza del fiorire di nuove continue compagnie: La stessa rivista presieduta da un autorevole consulente del nostro Sindacato Nazionale promuove e sostiene, anche indirettamente, le compagnie via web e telefoniche, sollecitando tutto il popolo dell’RCA ad abbandonare la rete tradizionale, se si vuole sperare di risparmiare e imboccare quella delle compagnie dirette.

E non è tutto. Lasciamo a voi ogni commento in merito.

Redazione Intermedia Channel

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