Trasformare il vitalizio in un assegno temporaneo per il periodo dell’esodo (4-5 anni), fino al momento del pensionamento pubblico
Il settore assicurativo potrebbe intervenire ad alleviare i problemi degli esodati rilasciando, come sostegno al loro reddito, gli accantonamenti già effettuati nella previdenza complementare. A caldeggiare la proposta è stato l’ad di Alleanza Toro (gruppo Generali), Andrea Mencattini, intervenuto ieri alla giornata conclusiva dell’Annual sulle assicurazioni organizzato da “Il Sole 24 Ore“. Già attualmente le regole in vigore sulle pensioni integrative consentono di chiedere anticipi sui montanti ma le rendite scattano al momento dell’entrata in quiescenza. Per quanti sono usciti dall’attività produttiva (in tutto o in parte) confidando in un pensionamento pubblico che invece si è allontanato nel tempo quei capitali potrebbero ora essere utilizzati anticipatamente. «Sarebbe sufficiente – ha spiegato Mencattini – consentire di trasformare la rendita da orizzontale a verticale. In pratica – ha proseguito – quel vitalizio si trasformerebbe in un assegno temporaneo per il periodo dell’esodo, presumibilmente 4-5 anni, fino al momento del pensionamento pubblico».
In questa modalità la previdenza complementare da sostegno ai trattamenti pubblici nella parte finale dell’esistenza cambierebbe la sua finalità e, nel nuovo scenario creato dalla riforma Fornero, si porrebbe al servizio del delicato periodo di transizione tra il lavoro pieno ed il pensionamento pubblico. Del resto, la modifica delle regole previdenziali già sta cambiando i comportamenti. In un ramo vita che continua a registrare una diminuzione della raccolta, il comparto dei piani individuali di previdenza – ha sottolineato Roberto Manzato (nella foto a sinistra), responsabile del settore vita dell’Ania – è invece in crescita del 10 per cento. Occorre anche considerare – ha aggiunto – gli incentivi fiscali non indifferenti a favore dei risparmi previdenziali e che possono incrementare i rendimenti effettivi fino al 2,8% l’anno.
In tema di Rc auto, l’ultima giornata dell’annual ha confermato le indicazioni sul cambiamento del trend nel settore. Dopo gli aumenti degli anni passati (+4,7% nel 2010 e del 5,8 nel 2011) al giugno scorso il prezzo medio delle coperture assicurative – ha sottolineato Vittorio Verdone, responsabile dell’Ania per il settore – registrava un incremento dell’1%, attribuibile soprattutto al trascinamento dei contratti precedenti. Come sempre avviene nei cicli assicurativi, il miglioramento dei bilanci tecnici si sta insomma accompagnanando ad una flessione dei premi. Ed, in positivo, incidono anche alcune misure prese recentemente dal Parlamento. Ad esempio la limitazione della risarcibilità delle lievi lesioni sta comportando – ha aggiunto Verdone – una riduzione dei costi medi dei sinistri (-17% relativamente ai terzi trasportati). «Quando si incide sui risarcimenti – ha chiosato Camillo Candia, responsabile per l’Italia di Zurich Insurance – i prezzi calano».
La compagnia svizzera ha investito molto in un innovativo programma antifrode («i risultati sono molto positivi», ha detto Candia). E risultati promettenti nella riduzione della sinistrosità vengono anche da nuovi modelli contrattuali collegati all’installazione delle scatole nere (ne ha parlato l’Ad di Genertel Davide Passero). Si potrebbe fare ancora di più, ha sottolineato il direttore generale di Sara Alessandro Santoliquido (nella foto a destra). «Ribadisco ancora che se entrasse in vigore il decreto che rimodula i risarcimenti per le grandi invalidità – è bloccato da un anno dopo il via libera del Consiglio di Stato – annuncerei domani il ribasso delle tariffe» Santoliquido ha espresso poi la sua sorpresa per il plauso che gli agenti hanno espresso sul nuovo “pacchetto” assicurativo del governo in tema di assicurazioni. «Vi sono misure – ha osservato riferendosi all’obbligo di gestire su Internet i contratti assicurativi e di formulare un contratto di base – che determineranno una forte disintermediazione del settore agenziale». Quanto alla collaborazione tra distributori (anche in concorrenza) che il Governo si propone di incentivare, sul tema sui è svolta una vivace tavola rotonda con i broker a ribadire il sostegno alla proposta che – ha sottolineato il presidente del’Aiba Francesco Paparella – non comporterà aumenti di commissioni. Divisi sono invece gli agenti. Favorevole si è detto Claudio Demozzi, segretario dello Sna mentre Vincenzo Cirasola, presidente del gruppo agenti delle Generali, ha dato del provvedimento governativo un giudizio lapidario:«è una mazzata». Tra le nuove iniziative presentate al convegno c’è infine da segnalare quella illustrata dall’ex amministratore di Allianz Massimo Michaud per dare vita ad Iridia, un nuovo istituto che si propone di testare e confrontare la qualità dei prodotti assicurativi.
Autore: Riccardo Sabbatini – Il Sole 24 Ore




