Soci risparmio in rivolta
Chiuso il maxi aumento di capitale da oltre 1 miliardo, i piccoli soci di Fondiaria Sai tornano a bussare alla compagnia. Gli azionisti di risparmio della categoria A chiedono un’assemblea speciale per discutere alcuni punti ancora caldi.
La richiesta, formalizzata da una cinquantina di risparmiatori con in portafoglio il 2,5% del totale delle azioni, è gia sul tavolo del board. Anche se con ogni probabilità sarà analizzata dal nuovo cda che si insedierà a fine ottobre con Fabio Cerchiai indicato da Unipol come presidente.
Quali sono le questioni sollevate dagli azionisti (sito fondiaria.azionisti.org) raccolti attorno a Gianfranco D’Atri? Anzitutto un esame della ricapitalizzazione della scorsa estate, per gli aspetti considerati lesivi dei loro diritti dopo l’emissione di azioni di risparmio B, per via di alcune differenze nei dividendi riconosciuti. C’è poi una domanda di maggiore informazione sulla fusione a quattro (Premafin, Fonsai, Milano, Unipol) ancora da realizzare. In particolare, rispetto a quali saranno i rapporti di concambio sui titoli non ordinari, per esempio Fonsai risparmio e Unipol privilegiate. Di ciò il mercato non sa ancora nulla.
Ma i piccoli soci si spingono più in là. Pongono al futuro cda e al rappresentante comune Dario Trevisan due proposte: il frazionamento (nel rapporto uno a cento) delle loro azioni A e, successivamente, la conversione in ordinarie. Questi titoli, il cui valore di rifenmento (dopo un raggruppamento) era stato fissato a cento euro, oggi trattano a 55. Insomma, un prezzo troppo elevato per essere negoziato, visto che le ordinarie viaggiano attorno a 1 euro, mentre le nsparmio B valgono circa 0,60.
Autore: Fabio Sottocornola – Il Mondo




