Opinione della Settimana

L’addio al marchio della Toro mette in allarme i dipendenti

Oggi decide il Cda Generali, ancora nessuna comunicazione ufficiale

Toro Assicurazioni, lo storico marchio assicurativo torinese nato nel 1833, sarà presto cancellato e la sua scomparsa, temono le sigle sindacali, potrebbe mettere a rischio le sedi di Torino e Genova. Non esiste ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte di Generali, il gruppo triestino di cui Toro fa parte e che discuterà oggi il piano di riorganizzazione, ma l’indiscrezione su possibili cambiamenti anche per gli uffici legati al marchio piemontese circola insistente.

Riorganizzazione  

Oggi, infatti, tra i punti in discussione nella riunione del Cda di Generali c’è proprio il piano di riorganizzazione del gruppo. Una strategia proposta dall’amministratore delegato Mario Greco per semplificare, concentrandole, le attività sul territorio italiano con l’obiettivo di migliorare l’efficienza complessiva della compagnia. Ma le parole “riorganizzazione” e “semplificazione” alimentano i timori dei dipendenti torinesi. «La preoccupazione è tanta», spiega Sara Murlo referente per il Piemonte del sindacato Fisac (Cgil).

Altri marchi a rischio

«Fino a oggi la Toro ha adottato piani di riorganizzazione che non prevedessero esuberi e soprattutto mantenessero le sedi operative». A rischio ora sarebbero anche altri marchi attualmente sotto il cappello di Generali, da Ina-Assitalia a Fata, nonché – secondo indiscrezioni – le sedi operative di marchi legati a Toro, come Augusta. L’allarme per le sedi in Piemonte e Liguria è stato innescato tra l’altro da un’intervista che Greco ha rilasciato il 5 dicembre al quotidiano locale il Piccolo di Trieste. Articolo in cui sono citate le principali basi operative di Generali: Milano, Roma, Mogliano Veneto, Trieste. Tutte, meno Torino e Genova.

Tradizione torinese  

Nel capoluogo piemontese si contano circa 700 tra dipendenti e funzionari, già reduci dalla fusione tra Alleanza Assicurazioni e Toro Assicurazioni che nel 2009 ha fatto nascere appunto Alleanza Toro. «Toro vuol dire Torino. Far sparire il marchio significa mettere a rischio la piazza torinese e il suo indotto – si sfoga un dipendente che preferisce restare anonimo –. Molti dei nostri colleghi sono già stati distaccati a Roma e Milano per cui temiamo che questa ennesima ristrutturazione comporti cambiamenti sostanziali».

Il 18 dicembre dovrebbe tenersi un incontro a Milano per illustrare il piano, operativo forse già a a gennaio, ai dipendenti. «Aspettiamo ovviamente di ricevere la comunicazione ufficiale e solo dopo ci muoveremo», spiega Murla che comunque si dice pronta a lottare. «Se qualcuno dovesse toccare Torino noi faremo tutto quanto è possibile, anche a livello mediatico, per segnalare una situazione di sofferenza».

Autore: Barbara D’Amico – La Stampa (Articolo originale)

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