La maratona dei cda conferma i concambi per l’unione con la galassia Fonsai. Dividendo extra da 150 milioni. Nel 2015 utili a 814 milioni. Senza il sì degli azionisti di risparmio la Milano resterà fuori con minori sinergie per 45 milioni
Al termine di una maratona di riunioni, i consigli di amministrazione – a cominciare dalla holding Ugf – hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Unipol Assicurazioni, Premafin e Milano Assicurazioni in Fonsai. Dopo aver lasciato sostanzialmente invariati i concambi, è stato ritoccato il piano industriale 2013-2015 per il nuovo soggetto che – ora il nome è definitivo – si chiamerà UnipolSai Assicurazioni Spa. Le sinergie dell’operazione sono stimate in 350 milioni (contro i 345 inizialmente previsti); per il nuovo gruppo sono stimati 814 milioni di utili al 2015 (prima le stime indicavano 821 milioni), 15,6 miliardi di premi, un margine di solvibilità al 180%. Inoltre sono stati previsti rafforzamenti delle riserve sinistri di esercizi precedenti per 900 milioni, 400 milioni in più rispetto alla versione precedente. Dopo un anno di tira-molla, il cerchio si chiude: tra aprile e maggio si terranno le assemblee, la fusione sarà operativa nel secondo semestre 2013, ma con decorrenza «civilistico-fiscale» dal primo gennaio.
Colpo di coda dei Ligresti, forse, può essere considerato il no ai concambi di Luigi Reale (consigliere indicato dalla famiglia di Paternò) al comitato indipendenti di Premafin, che fa il paio con l’astensione del rappresentante di Assogestioni in Fonsai. Per il resto tutto come da copione. Emerge però il rischio che la fusione a quattro lasci il posto a un’integrazione a tre. È possibile infatti che gli azionisti di risparmio della Milano dicano no alla fusione, perché nel concambio riceverebbero azioni di categoria B, subordinate nel privilegio rispetto alla categoria A attualmente possedute.
Senza Milano sono stimate «minori sinergie di costo che derivano dal fatto di dover mantenere la società fisicamente per 45-50 milioni di euro lordi, che si traducono in un minore utile netto al 2015 di una trentina di milioni», ha detto l’ad di Unipol Carlo Cimbri. La Milano resterebbe quotata, e controllata al 63-64% da UnipolSai. Cambierebbe la quota di Ugf su UnipolSai che salirebbe dal 61% (che diventa 63% con la sottoscrizione dell’inoptato dell’ultimo aumento Fonsai) al 70,53%. «Nulla cambia», invece, rispetto al processo di dismissioni, confermato in circa 1,7 miliardi di premi che del resto saranno «principalmente nel settore Rc auto attraverso la cessione di rami d’azienda afferenti alla Milano».
Detto questo, con la conferma sostanziale dei concambi, emerge una novità che porterà Unipol Assicurazioni a staccare un probabile dividendo straordinario da 150 milioni per Ugf. Questo per riportare «le situazioni valutative» dell’integrazione con Fonsai «allo stesso livello» delle proiezioni originarie. Nessun dividendo è previsto da Fonsai (per UnipolSai nel piano è previsto un pay-out del 60-80%), mentre Ugf chiuderà l’anno «con un bilancio positivo e con le condizioni per distribuire il dividendo». Questi i concambi stabiliti ieri: 0,050 azioni ordinarie Fonsai ogni azione ordinaria Premafin, 1,497 azioni ordinarie Fonsai ogni azione ordinaria Unipol Assicurazioni, 0,339 azioni ordinarie Fonsai ogni azione ordinaria Milano Assicurazioni, 0,549 azioni risparmio “B” Fonsai ogni azione di risparmio di Milano Assicurazioni.
Autore: Francesco Spini – La Stampa




