Finisce la partnership strategica e commerciale tra la Popolare di Milano e i francesi. Disdettato dagli italiani l’accordo quadro sottoscritto con il Credit Industriel e Commercial nell’aprile del 2004
Finisce la partnership strategica e commerciale tra la Popolare di Milano (nella foto, la sede di Milano in Piazza Meda) e i francesi del Credit Mutuel.
L’istituto milanese ha infatti comunicato alla controparte la propria disdetta dall’accordo quadro sottoscritto con il Credit Industriel e Commercial (gruppo Credit Mutuel) nell’aprile del 2004 e riguardante l’alleanza strategica e commerciale tra i due istituti.
Alla scadenza, fissata per il 31 dicembre 2013, l’accordo cesserà di efficacia e non scatterà pertanto il rinnovo automatico «stante anche il mutato contesto di mercato e le strategie del gruppo Bipiemme».
La banca milanese ha altresì rappresentato al Credit Industriel la disponibilità a valutare ipotesi utili a dare continuità ai rapporti di cooperazione tra i rispettivi gruppi «anche oltre la scadenza» del 2013. Credit Mutuel è attualmente azionista della Popolare Milano con una partecipazione del 6,8% del capitale. La partnership con i francesi era iniziata nel 2004, quando era stato sottoscritto un accordo dai due presidenti di allora, Roberto Mazzotta e Michel Lucas. L’intesa era nata a quel tempo sulla base delle prerogative dei due istituti, entrambi radicati in aree regionali con l’obiettivo di dare vita all’offerta di servizi bancari in ambito europeo, distribuiti da ciascuna nel proprio territorio operativo.
La collaborazione, in particolare, aveva interessato dal 2004 ad oggi i sistemi di pagamento cross border tra Francia e Italia, i servizi di bancassicurazione (con l’offerta integrata di prodotti bancari e assicurativi), il credito al consumo (con la gestione di una società di diritto italiano) e le attività internazionali.
Ora, con l’arrivo nell’ azionariato di Andrea Bonomi e di Investindustrial (titolare dell’8,6% della compagine) quegli stessi accordi sottoscritti dai manager precedenti sono stati rivisti.
Fonte: Il Sole 24 Ore




