Ceduta la quota in SocGen. La compagnia francese l’anno scorso ha già ceduto un terzo del suo portafoglio azionario che ormai rappresenta l’8% del totale
Groupama, il gruppo assicurativo mutualistico francese che sta marciando a tappe forzate sulla strada del risanamento, ha ceduto la partecipazione che ancora deteneva in Société Générale (1,9%) per circa 517 milioni, con un collocamento presso investitori istituzionali curato da Goldman Sachs e Hsbc.
L’operazione rientra nel programma di riequilibrio del portafoglio avviato nell’ottobre del 2011, quando il consiglio di amministrazione della società ha costretto alle dimissioni Jean Azéma sostituendolo con Thierry Martel, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione azionaria. Approfittando ovviamente di condizioni di mercato favorevoli.
Com’è il caso appunto della cessione dei titoli SocGen, che hanno fatto segnare un rialzo del 75% nell’ultimo anno e del 24% dall’inizio del 2013. Anche se ieri, dopo l’annuncio da parte di Groupama, hanno registrato un ovvio calo dell’1,2% a 35,1 euro (il più forte ribasso di giornata con un Cac 40 in crescita dello 0,5%). Nonostante la società assicurativa abbia sottolineato nel suo comunicato che la decisione «non è in alcun modo legata a valutazioni negative sulla strategia o la gestione di SocGen». Che ha peraltro chiuso un primo semestre 2013 migliore delle attese del mercato.
Groupama è stata a lungo il primo azionista istituzionale della banca della Défense, dopo essere entrata nel capitale in occasione dell’alleanza per la creazione di Groupama Banque (dalla quale SocGen è successivamente uscita). Salita fino al 4,25% della banca, Groupama aveva già ceduto l’anno scorso metà della propria partecipazione.
Ma si tratta appunto di una strategia più complessiva, visto che l’anno scorso Groupama ha ceduto un terzo del suo portafoglio azionario (tra cui la totalità della partecipazione del 3,1% in Bolloré) e ha continuato a ridurre la sua esposizione nel primo semestre del 2013, con un portafoglio titoli che ormai rappresenta l’8% del totale rispetto al 17% di tre anni fa.
L’insieme delle iniziative varate da Martel ha consentito a Groupama di ritrovare l’utile nella prima parte di quest’anno (187 milioni) dopo due esercizi in perdita: 1,8 miliardi nel 2011 e 589 milioni nel 2012.
Il riassetto del portafoglio prevede anche la cessione di tutta o parte della partecipazione del 4,9% in Mediobanca? Alla domanda la portavoce di Groupama risponde con un gentile ma fermo “no comment“: «Nessuna informazione in più rispetto a quanto scritto nel comunicato». Va ricordato che in una recente intervista al Sole-24 Ore (del 22 febbraio scorso) a questa stessa domanda l’amministratore delegato di Groupama Assicurazioni (Christophe Buso – ndIMC) aveva risposto che «non c’è l’intenzione di uscire a breve termine da Mediobanca».
Il riassetto di Groupama è iniziato pochi mesi dopo la chiusura del dossier Premafin-Fonsai: il 4 marzo di quell’anno la Consob aveva già reso l’operazione molto difficile, imponendo a Groupama il lancio di una doppia Opa (su Premafin e Fonsai) e la crisi aveva definitivamente spazzato via le ambizioni di Azéma.
Autore: Marco Moussanet – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)



