Esibivano certificati medici fittizi che “dimostravano” incidenti mai avvenuti per raggirare alcune compagnie assicurative, ottenendo circa 300.000 euro, ma sono stati scoperti dopo rapide indagini.
Il pm Antonietta Picardi del Tribunale dell’Aquila ha ora rinviato a giudizio ben 32 persone, accusate di truffa ed altri reati nell’ambito dell’inchiesta sui falsi incidenti stradali simulati per spillare soldi all’assicurazione.
Dagli accertamenti eseguiti dagli inquirenti, si é potuto appurare che un espediente sovente utilizzato dagli indagati per certificare tali incidenti artefatti era il ricorso a falsi certificati medici eseguiti in ospedale, riprodotti grazie a certificati di sinistri realmente accaduti ma con generalità sostituite.
Tra i vari casi, ha destato particolare clamore un falso tamponamento a catena in cui sarebbero risultate coinvolte diverse macchine, in cui i soggetti coinvolti avrebbero otteuto preventivi per il pagamento dei danni, rilasciati da una carrozzeria, nonostante il parere contrario del perito, su segnalazione del liquidatore di un’assicurazione.
Fonte: Abruzzo24ore.tv (Articolo originale)



