Opinione della Settimana

Dalla maxiperdita Fonsai ai quei dubbi su Unipol

Unipol - Fondiaria Sai ImcGli atti della procura di Torino gettano ombre sul bilancio 2012

Gli atti della Procura di Torino gettano ombre sul bilancio 2012 di Fonsai. E questa volta sotto i riflettori non ci sono i Ligresti, ma Unipol, che dall’agosto 2012 ha il controllo della compagnia.

Occorre ricordare che Fonsai aveva chiuso il bilancio 2011 con una perdita di 1,03 miliardi a causa di una rivalutazione delle riserve di 810 milioni e svalutazioni per 758 milioni. Ebbene, nonostante questa pulizia, legata ai «buchi» lasciati dai Ligresti, il bilancio 2012 ha registrato un rosso di altri 799 milioni, a causa di una rivalutazione delle riserve di 808 milioni e di svalutazioni per 742 milioni. Praticamente una fotocopia dell’anno precedente.

Ora dagli atti della Procura di Torino, intercettazioni e testimonianze, sorgono interrogativi sul bilancio Fonsai targato Unipol, interrogativi che hanno spinto la Consob, a fine dicembre 2012, a chiedere spiegazioni a Cimbri sulla decisione di integrare ancora le riserve. Non a caso nel comunicato del marzo 2013 sui conti, Fonsai offrì diverse pagine di spiegazioni tecniche sui motivi di una scelta che contribuì a lasciare i suoi azionisti, a differenza di quelli di Unipol, senza cedola.

A disseminare dubbi su quel bilancio sono anzitutto i dirigenti e gli ex dirigenti della vecchia guardia. «Non mi pareva vi fosse la necessità di un ulteriore e così importante rafforzamento» dice l’ex dg, Piergiorgio Peluso, ai pm di Torino un paio di mesi fa. E Claudia Motta, la responsabile del budget, il 6 novembre del 2012, a due mesi dalla chiusura dell’anno, affermava che l’esercizio «fino ad ora è andato decentemente» e si prevedeva un utile di «20 milioni». «Si tratta – precisava – di una mia valutazione personale, che non è detto sia poi in futuro condivisa dalla nuova proprietà».

Effettivamente Unipol ebbe valutazioni differenti. Il problema, che sembrano porsi anche i pm, è capire se siano state o meno giustificate. Diverse intercettazioni che coinvolgono alcuni alti dirigenti tra cui quello preposto ai bilanci, Massimo Dalfelli, lasciano intravedere una mano pesante di Unipol per beneficiare, in sede di fusione, della sovrariservazione di Fonsai e sopperire così a sue presunte carenze di riserve. «Mutualità di bilancio» l’avrebbe chiamata lo stesso Cimbri, secondo quanto riporta Dalfelli, mentre gli intercettati parlano di «svalutazioni selvagge» nell’immobiliare e temono che Consob possa contestare anche il bilancio 2011 («c’è un altro falso in bilancio!» afferma il responsabile del ramo danni, Ettore Rigamonti, a proposito delle nuove maxi-riserve).

Delle scelte di bilancio i pm chiedono conto a Carlo Cimbri lo scorso 5 aprile: 200 milioni, spiega, sono stati indicati «dagli attuari» mentre «ben 600 milioni» dalla rete dei liquidatori per i sinistri degli esercizi precedenti. Un dato quest’ultimo «che può sorprendere» ma che può trovare una spiegazione in «criteri maggiormente prudenziali» legati alla «presenza di una nuova proprietà». La svalutazione degli immobili (294 milioni dopo i 284 milioni del 2011) «è la conseguenza» della valutazione di «quattro società diverse».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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