Site icon Intermedia Channel

ORSI (INNOVATION TEAM): GLI INTERMEDIARI DEVONO ESSERE PROTAGONISTI DEI CAMBIAMENTI IN ATTO NELLA DISTRIBUZIONE

I Congresso Tua Plu.Ri - Presentazione di Fabio Orsi ImcUno dei momenti più significativi del convegno “Intermediari, quale futuro?” – che ha aperto i lavori del I Congresso dell’Associazione Agenti Tua Plu.Ri svoltosi il 15 e 16 novembre scorso a Bussolengo – è stato rappresentato dalla presentazione “Come è cambiata l’intermediazione nell’ultimo decennio”, curata da Fabio Orsi (nella foto, durante una fase dei lavori), Responsabile delle Ricerche su Clienti e Reti Distributive presso Innovation Team.

Nei giorni successivi al convegno, complice anche l’indagine sulla collaborazione tra intermediari che la società sta effettuando ad un anno dall’introduzione della legge 221/2012, lo abbiamo raggiunto per affrontare nuovamente alcune delle tematiche sviluppate durante la presentazione (che alleghiamo integralmente in calce all’intervista).

Dott. Orsi, quali sono stati i cambiamenti più significativi che come Innnovation Team avete osservato nel mercato assicurativo italiano nell’ultimo decennio?

Novità normative, riorganizzazioni e fusioni dei principali player, ingresso di nuovi competitor e sviluppo di forme distributive: in effetti l’ultimo decennio è stato denso di cambiamenti per il mercato assicurativo. Il tutto in un contesto macro-economico decisamente negativo, in cui il nostro Paese ha vissuto una lunga fase di contrazione del PIL che ha ingigantito le problematiche strutturali che caratterizzano il sistema Italia e prodotto un forte disagio sociale causato dall’elevata disoccupazione giovanile, dall’aumento delle disuguaglianze, dal progressivo ritiro del welfare.

Anche il business assicurativo ha affrontato anni difficili: è in corso una lunga fase di stagnazione iniziata ben prima della grande crisi economica. Il caso più evidente è quello dei danni non auto – un mercato ad elevato potenziale e storicamente sottosviluppato – che è reduce da sei anni di contrazione in termini reali e sconta le difficoltà del sistema ad intercettare i bisogni dei clienti ed innovare le modalità di offerta e di servizio.

Vediamo in sintesi i principali fattori di cambiamento:

Il tutto senza citare, per ora, il cambiamento in corso nei comportamenti e negli stili di vita dei clienti.

Parliamone, quindi. Come sono cambiati i comportamenti dei clienti di banche ed assicurazioni?

Intercettare l’evoluzione recente dei comportamenti dei clienti è una delle sfide su cui si gioca il futuro del mercato assicurativo e in particolare del canale agenziale.

Negli ultimi anni internet e la diffusione delle tecnologie mobile hanno rivoluzionato i comportamenti di acquisto, di risparmio e degli stili di vita di una fascia di clienti sempre più ampia, matura e trasversale a tutte le età che ha spinto le imprese di tutti i settori a rivedere completamente le proprie modalità di offerta, relazione e servizio.

Fra gli aspetti salienti del “nuovo” consumatore – che siamo abituati a definire “Protagonista” – vi sono alcune parole d’ordine:

Il dato emergente è chiaro: il cliente vuole essere artefice delle proprie scelte e il web 2.0 gli concede tutte le possibilità per poterlo diventare. Fra queste vi è senza dubbio la comparazione, altro aspetto peculiare di un consumatore che non sceglie “per partito preso” o perché fidelizzato a un brand, ma dopo un attento e consapevole confronto delle diverse offerte.

La trasformazione del cliente di cui parliamo riguarda anche il mondo delle assicurazioni e delle banche:

Se consideriamo che il “Protagonista” ha mediamente 41.2 anni, è evoluto culturalmente, ha stili di vita legati al benessere e alla sostenibilità ed elevate disponibilità economiche ecco che è imprescindibile per compagnie ed intermediari innovare il modello di servizio, offerta e relazione per non lasciarselo sfuggire.

Si parla spesso di crisi di sostenibilità delle agenzie: che cosa avete osservato a riguardo?

Partiamo da due dati di fatto:

Crediamo che questi pochi numeri siano sufficienti per evidenziare la gravità della crisi di sostenibilità delle agenzie e affermare che la riorganizzazione dei modelli agenziali è indubbiamente “la” partita dei prossimi anni per compagnie e intermediari.

Secondo noi infatti è l’attuale modello di agenzia a non essere sostenibile nel tempo, perché presenta inefficienze strutturali che difficilmente consentono di competere con successo in un contesto così difficile ed in evoluzione. L’aspetto fondamentale di inefficienza è la dipendenza dall’auto, che mediamente incide su oltre il 55% degli incassi di agenzia. Sappiamo che quello dell’auto è un business complesso, ad alto impatto gestionale sull’agenzia: secondo le nostre ricerche ogni polizza auto, a fronte di 54 Euro di ricavi, produce per l’agenzia 50 Euro di costi e di conseguenza un utile di soli 4 Euro.

Lavorare sull’auto fa sì che l’agenzia sia oberata da numerose attività gestionali, abbia una struttura pesante e possa dedicare poco tempo e risorse per lo sviluppo in mercati che rimangono sotto assicurati, in primo luogo i già citati rami elementari e in parte il vita.

La struttura attuale di agenzia è pesante (oltre 7 persone), con un’elevata incidenza dei costi fissi (il 70% dei costi complessivi) e una produttività molto limitata da parte dei collaboratori commerciali, spesso numerosi ma con portafogli modesti e focalizzati sull’auto. Non solo, ma gestisce tanti clienti a basso valore unitario: più del 90% dei clienti di agenzia spende annualmente meno di 1.000 Euro.

Queste evidenze spiegano perché oltre 7.000 delle poco più di 13.400 agenzie italiane possono essere definite deboli: hanno una redditività declinante, faticano a svilupparsi e sono al centro delle politiche riorganizzative delle compagnie. Come è possibile che queste agenzie sopravvivano ad una fase di mercato complessa come quella che abbiamo descritto se non attraverso un profondo cambiamento del modello organizzativo?

Dalle sue parole è chiara l’esigenza di una profonda riorganizzazione dei modelli di agenzia. Quali sono le tendenze in proposito?

Come si è detto poco fa la riorganizzazione dei modelli agenziali è il tema principale su cui stanno lavorando gran parte delle compagnie. Ma prima di indicare le linee guida di questi cambiamenti vorremmo sottolineare un aspetto fondamentale: i modelli di agenzia non si cambiano solo per iniziativa delle compagnie, ma devono essere gli intermediari i primi a realizzare che difficilmente potranno avere un futuro proseguendo con gli attuali modelli di business. È dalla condivisione dei problemi e delle sfide del futuro fra imprese e reti che può effettivamente nascere il cambiamento.

Dicevamo, quali sono le tendenze del cambiamento? È chiaro che per affrontare con successo le sfide dei prossimi anni le agenzie hanno bisogno di risolvere alcune criticità dirimenti:

Per raggiungere questi obiettivi un ruolo chiave lo ha la digitalizzazione, in chiave di maggior integrazione dei processi fra impresa e agenzia e di incremento delle opportunità di contatto tra impresa, agente e cliente. La multicanalità è ormai una realtà e l’integrazione dei canali fisici e virtuali con al centro l’intermediario professionale è la chiave di volta per rendere più efficiente il business e l’attività commerciale.

Riteniamo inoltre che altri due fattori siano fondamentali per immaginare come saranno le agenzie dei prossimi anni. Ci riferiamo principalmente alla geolocalizzazione e alle forme di intermediazione.

Gli intermediari sono pronti al cambiamento?

La nostra impressione è che recentemente fra gli intermediari sia aumentata notevolmente la consapevolezza della gravità della situazione e della necessità di una forte spinta al cambiamento.

Si sente spesso ripetere che le crisi rappresentano soprattutto un’opportunità per cambiare e prepararsi ad affrontare con maggiori possibilità di successo le sfide del mercato; ebbene, non vi è dubbio che quella che stiamo affrontando sia una crisi piuttosto pesante e complessa da cui il contesto distributivo uscirà rivoluzionato.

Dalle nostre ricerche appaiono evidenti le preoccupazioni degli agenti e soprattutto la disponibilità a mettersi in gioco, a cambiare qualcosa. Tre sono gli aspetti su cui lavorare e che iniziano ad affermarsi fra gli agenti:

Le sfide sono complesse, il contesto competitivo anche. Ma pensiamo di poter affermare senza timore di smentita che solo affrontando da protagonisti i profondi cambiamenti di scenario che caratterizzeranno i prossimi anni – naturalmente con il supporto delle imprese – gli intermediari professionali potranno confermare il proprio ruolo centrale nella distribuzione assicurativa.

Come è cambiata l’intermediazione nell’ultimo decennio – Presentazione a cura di Fabio Orsi, Innovation Team

Intermedia Channel

Exit mobile version