Opinione della Settimana

ULSS 22 Bussolengo (VR): «Niente polizza assicurativa per i medici»

I sindacati denunciano: « A Bussolengo si lavora senza alcuna difesa perché l’azienda ha preferito il regime di auto-assicurazione in caso di richiesta di risarcimento danni»

MedicoC’è una nuova controversia a tenere con il fiato sospeso i medici dell’Ulss 22: dal 15 novembre non sono coperti da alcuna polizza assicurativa per «responsabilità civile professionale verso terzi».

L’azienda sanitaria di Bussolengo non l’ha stipulata, differentemente dalla 20 di Verona e dalla 21 di Legnago, scegliendo il regime di «auto-assicurazione» cioè di rispondere personalmente fino a 500mila euro in caso di richiesta di risarcimento da parte di pazienti danneggiati.

«Assurdo ed insufficiente», denunciano i dipendenti della 22, «oltre quella cifra chi ci tutela? E per la colpa grave che prima provvedevamo a coprire personalmente con una piccola integrazione della polizza aziendale, come ci cauteliamo? La realtà è che lavoriamo senza alcuna protezione e questo ci terrorizza». L’accusa arriva dal rappresentante aziendale dell’Anpo (associazione nazionale primari ospedalieri), dottor Schiesaro, condivisa anche dalle altre sigle sindacali (Cimo, Aaroi): «Questa situazione ci toglie la serenità necessaria per fare bene il nostro mestiere e ci spinge ad atteggiamenti di auto-difesa che non piacciono a nessuno: rischiamo grosso tutti i giorni per dare la migliore assistenza possibile alla gente senza alcuna protezione da parte del nostro datore di lavoro. Non vogliamo arrivare a doverci mettere al riparo da possibili guai abdicando alla nostra missione di medici». Perchè: «In questa azienda la qualità del servizio dipende sempre più dalla buona volontà del singolo che adesso è messo nella condizione di rispondere in proprio anche dal punto di vista economico nel caso di responsabilità professionale. Il gioco s’è fatto troppo duro». E così: «Dai chirughi che entrano in sala operatoria a chi fa la guardia medica, da chi referta e diagnostica a tutti noi, insomma, che abbiamo in mano la vita della gente, dal 15 novembre siamo in prima linea senza il salvagente assicurativo dell’azienda e questo non ci va bene. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Se ne stanno occupando i legali delle diverse sigle sindacali. Daremo battaglia dura».

La materia è complessa e i passaggi che hanno portato ad avere questo risultato a Bussolengo rispetto alle altre due Ulss veronesi che invece hanno rinnovato le polizze «rc», partono da una delibera della Regione di due anni fa che, sempre nell’ottica del taglio dei costi, affidava «direttamente alle aziende sanitarie la gestione dei danni fino a 500mila euro, demandando ad una gara unica regionale la definizione dei rapporti con le assicurazioni per l’attivazione di polizze che coprano i danni superiori a questa cifra (i cosidetti “catastrofali”)». I vertici regionali (Zaia, Coletto) la battezzarono come «una grande innovazione in grado di consentire importanti economie di spesa mantenendo assolutamente invariato il sacrosanto diritto del cittadino ad essere risarcito nel caso di errori compiuti nell’erogazione dei servizi sanitari». «Sì, il cittadino, e il medico? Chi copre la sua responsabilità in caso di colpa oltre i 500 mila euro?», ribattono da Bussolengo. «Grande rivoluzione regionale? Come sempre, grandi proclami e basta perchè la gara unica per tutto il Veneto non è stata fatta e quindi le singole Ulss hanno continuato sulle vecchia strada sottoscrivendo ex novo le polizze disdettate il 15 novembre: in provincia di Verona l’hanno fatto tutte tranne Bussolengo». «Insomma», provocano infine i sindacati, «se gli altri direttori generali hanno portato a casa il risultato, faccia la stessa cosa anche il nostro, “copi” da loro e ci metta nelle condizioni imposte tra l’altro dal contratto nazionale di lavorare in sicurezza, non nella paura».

Nessuna risposta dalla direzione dell’Ulss 22.

Autore: Camilla Ferro – L’Arena (Articolo originale)

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