Opinione della Settimana

Quei 4 milioni di mezzi senza assicurazione così difficili da multare

In certi casi chi viene sorpreso con il tagliando scaduto paga meno del costo di una polizza. A Milano tagliandi falsi triplicati in due anni. Nel 2012 i vigili del capoluogo lombardo hanno trovato 1.583 polizze contraffatte. Damiani (Aci): autovelox da omologare

Rc auto - Traffico (4) ImcSarà uno dei tanti effetti collaterali della crisi. Sarà perché le polizze italiane sono le più care d’Europa, come si ripete inutilmente da tempo, anche se le compagnie danno la colpa alle tasse e alle truffe. Resta il fatto che aumentano le persone che guidano la macchina, la moto, un autobus o un camion senza l’assicurazione sulla responsabilità civile, obbligatoria per legge. Quante sono esattamente? L’ultima stima è di fine 2012, fatta dall’Aci sulla base di un controllo a campione realizzato a Roma e poi proiettato su base nazionale, come si fa alle elezioni. Parla di 4 milioni di mezzi fuori legge, quello studio, l’8% dell’intero parco circolante. E se alcuni addetti ai lavori considerano la cifra esagerata, gli ultime segnali indicano chiaramente una tendenza all’aumento. Rapido e parziale giro d’Italia: a Milano, nel 2012, i vigili urbani hanno trovato 1.583 mezzi con polizza falsa, fino al 2010 si restava sotto quota 500. Triplicati. L’anno scorso a Verona le persone fermate senza copertura sono state 2.200, cento in più dell’anno precedente. A Trieste siamo arrivati a 476, con un aumento del 25%. E via così dalla grande città fino alla provincia come a Fermo, nelle Marche, dove solo nei primi dieci giorni di quest’anno le persone fermate sono state 20 contro i 90 di tutto il 2013. Un fenomeno inarrestabile?

Anche in questo caso abbiamo un giro di vite finito nel nulla. La legge di Stabilità 2011 dice che per verificare se un auto è in regola con l’assicurazione si possono sfruttare le telecamere già utilizzate per altri controlli, come quelle sui semafori, oppure gli autovelox e i tutor. Basterebbe incrociare la targa con la banca dati dell’Ania, l’associazione delle assicurazioni, per poi mandare la multa direttamente a casa. Solo che tutti gli apparecchi devono essere omologati anche per questo tipo di verifiche. Ma al momento non lo sono ancora e le contravvenzioni non si possono fare.

Non è stato possibile multare nemmeno le 3 mila macchine pizzicate durante i controlli di due anni a Roma, proprio perché erano stati fatti con le telecamere che vigilavano sulle corsie preferenziali. Ma adesso è proprio l’Aci a tornare alla carica. «Quella stessa tecnologia — dice il presidente Angelo Sticchi Damiani — può essere replicata senza costi per lo Stato. Ma è necessario che agli strumenti di telecontrollo sia consentito rilevare e sanzionare anche la mancata copertura assicurativa». La famosa omologazione, attesa da tre anni. Perché così tanto tempo? I controlli a tappeto che potrebbero arrivare hanno sollevato qualche perplessità sul fronte della privacy, anche se l’Autorità garante non è stata ancora sentita.

Per il momento bisogna accontentarsi del sistema trovato dalla polizia municipale di Verona: «Abbiamo un apparecchio — dice il comandante Luigi Altamura — che legge la targa e controlla in tempo reale la copertura assicurativa con le banche dati. Cento metri dopo metteremo una pattuglia che vedrà subito il risultato del controllo e in caso fermerà la macchina». Sistema complicato ma a prova di legge. In attesa dell’omologazione. Magari chiudendo nel frattempo un altro buco della legge, segnalato da Giordano Biserni, presidente dell’Associazione amici della polizia stradale. A certe condizioni chi viene pizzicato senza assicurazione sconta una multa inferiore al costo medio di una polizza. Chi paga entro 60 giorni e poi rottama la macchina oppure firma un contratto con una compagnia deve versare 210 euro. Il costo medio di un’assicurazione, in Italia, è di 491 euro. Più del doppio. Assurdo dirlo ma, al netto della sospensione della patente per un anno, rischiare conviene.

Autore: Lorenzo Salvia – Corriere della Sera

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