Opinione della Settimana

Zurich apre all’orario esteso

Una svolta per l’Italia: da quest’anno uffici di direzione aperti anche il venerdì fino alle otto di sera

La sede di Zurich Italia IMCUna scelta inusuale che ha spaccato i sindacati di categoria alla vigilia dei primi incontri in vista del rinnovo del contratto scaduto lo scorso giugno. I dipendenti della direzione di Zurich Italia (nella foto, gli uffici di Milano) da gennaio 2014 lavorano anche il venerdì pomeriggio, mezza giornata sacra per i lavoratori del settore assicurativo che hanno la fortuna di lavorare in direzione. Un vantaggio, soprattutto di questi tempi, in quanto il loro contratto, a differenza di quello dei dipendenti delle agenzie, è molto più tutelante e non solo a livello economico.

Ma veniamo ai fatti, con un accordo sindacale firmato da Zurich Italia e dai sindacati Fiba/Cisl e Fisac/Cgil si è stabilito che per rinforzare la quota di mercato e incrementare la difesa di clienti era necessaria «una copertura oraria che faciliti il contatto con gli interlocutori di riferimento (cliente e agenti) con le società del gruppo Zurich». Nel pieno rispetto del contratto nazionale vigente, l’orario di lavoro resta inalterato a 37 ore settimanali ma è stata prevista la copertura oraria fino alle 20 dal lunedì al venerdì con flessibilità in entrata (10.00-13.15) e una uscita tra le 19.30 e le 20.

«La decisione nasce dalla necessità migliorare la qualità del servizio ai nostri clienti e alle nostre agenzie – spiega Oliviero Bernardi, direttore delle risorse umane a Zurich in Italia –. In particolare ci sembrava tempo di fornire il supporto del servizio sinistri e dell’assistenza sia ai clienti sia agli agenti anche il venerdì». Non bisogna dimenticare infatti che le agenzie sul territorio molto spesso sono aperte non solo il venerdì, talvolta anche il sabato. «Vogliamo caratterizzarci rispetto al resto del mercato assicurativo – spiega Bernardi – e dobbiamo anche difenderci dalle banche».

Un po’ sulla scia di quanto sta avvenenedo nel settore bancario anche le compagnie dunque si svegliano. Con la differenza che in questo caso si tratta di un accordo aziendale e non di un contatto nazionale di categoria, come nel caso del credito dove il nuovo testo siglato prevede la possibilità di estendere l’orario lavorativo fino alle 22 e anche il sabato. Un’altra fondamentale differenza rispetto al credito sta nell’assoluta volontarietà dell’accordo: sarà il lavoratore a decidere. Per favorire la volontarietà è stato istituito un incentivo una tantum di 1.600 euro, per colmare i disagi da mettere in conto per chi sceglie l’orario esteso.

Ma proprio sul discorso della assoluta volontarietà non concorda il segretario regionale del comparto assicurativo Uilca Lombardia, Marco Passeri, organizzazione sindacale che insieme alle altre due sigle Fna e Snfia non ha firmato l’accordo Zurich e che promette che non finirà qui sondando anche la possibilità di un eventuale referendum. «Nelle pieghe del contratto ci sono delle criticità sul punto della volontarietà», spiega Passeri, preoccupato, come gli altri sindacati non firmatari, che questa apertura verso l’orario esteso possa fare da apripista nel rinnovo contrattuale che si dovrà affrontare con l’Ania nei prossimi mesi. E proprio il 10 febbraio, a Bologna, i sindacati faranno il primo incontro propedeutico in cui si comincerà nella stesura della piattaforma.

Tornando a Zurich, per ora il nuovo modulo lavorativo è stato scelto da entrambi i generi, non solo lavoratori dunque. «L’innovativa modalità di lavoro non è prerogativa maschile, anzi. L’adesione delle colleghe è stata una delle cose più interessanti: abbiamo accompagnato la nuova sessione oraria anche con altre forme di flessibilità declinate in tre tipi di part-time», sottolinea Bernardi. Il gruppo Zurich, dopo la severa gestione dei costi che ha caratterizzato gli ultimi anni, dal 2013 ha iniziato a assumere giovani laureati con il contratto di apprendistato ed entro il 2015 se ne inseriranno circa un centinaio. Nei tre anni di apprendistato verranno offerte 1.500 ore di formazione anzichè le 300 obbligatorie.

Autore: Federica Pezzatti – Plus24

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