(Autore: Claudia Cervini – Milano Finanza)
In un documento di 60 pagine la popolare illustra la strategia al mercato. L’istituto punterà sulla multicanalità e spingerà sulle attività di wealth management, assicurative e sul business dell’oro. Mentre cerca partner specializzati per alleggerire il peso delle sofferenze
Far crescere i profitti attraverso un approccio multicanale alla clientela e perseguendo un’attività commerciale più aggressiva nel wealth management, nella bancassurance e nel business legato all’oro. Ma anche intervenire sui crediti difficoltosi cercando partnership con veicoli specializzati in grado di alleggerire il peso di un pacchetto di non performing loans che a fine giugno era pari a 319 milioni (dai 544 milioni di fine 2013). La Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, in un documento di 60 pagine pubblicato ieri sul proprio sito internet prima dell’apertura dei mercati, illustra le linee guida di quello che chiama «Transformational Plan», ovvero le azioni individuate dal management per mettere in sicurezza la banca aretina (oltre alla già annunciata trasformazione in spa) che rappresenteranno i perni del nuovo piano industriale vero e proprio. Nel documento, tra l’altro, la Popolare Etruria indica come obiettivo anche la dismissione degli asset ritenuti non core e «lo snellimento del network distributivo». Sembrerebbe un riferimento all’ipotesi della vendita di un pacchetto di sportelli (magari quelli fuori dalla Toscana) che però la banca finora ha sempre smentito. In ogni caso tale «snellimento» si inserisce nella generale spending review e nella ricerca di una maggiore efficienza operativa di staff e filiali.
Tra le partecipazioni di Banca Etruria figurano il 100% della Federico del Vecchio (istituto fondato nel 1889 per gestire le ricchezze dei nobili fiorentini e oggi specializzato in wealth management e private banking), il 100% di Oro Italia Trading (operatore specializzato nell’intermediazione di metalli preziosi), il 100% di Etruria Informatica e il 90% della Mecenate srl (società veicolo attraverso cui Banca Etruria ha realizzato quattro operazioni di cartolarizzazioni di mutui in bonis). La popolare diretta da Daniele Cablati detiene anche il 54,2% della Banca Popolare Lecchese, l’89,5% della Bancassurance Popolari e il 46,2% della Bancassurance Popolare Danni. Tutte queste partecipazioni nel bilancio 2013 hanno un valore di 143,5 milioni di euro e hanno contribuito con un totale attivo di quasi 1,8 miliardi di euro e ricavi per 385 milioni.
Il documento pubblicato ieri sul sito dei Banca Etruria inoltre, come accennato, considera come strategici i business dell’oro, assicurativo e del wealth management sono ritenuti strategici. Per quanto riguarda il business assicurativo, si procederà a una semplificazione dell’offerta di prodotti e all’adozione di una piattaforma web-based per svolgere le attività di frontoffice e back-office.
In ogni caso, va ricordato che ovviamente il futuro nuovo piano industriale dovrà essere condiviso con l’istituto che verrà individuato per l’aggregazione con Banca Etruria, come vuole la Banca d’Italia per mettere in sicurezza la popolare aretina.




