Opinione della Settimana

Atahotels (UnipolSai) si allea con il gigante cinese Btg-Jianguo

Atahotels (2)(Autore: Vincenzo Chierchia – Il Sole 24 Ore)

Atahotels guarda alla Cina in vista dell’Expo ma probabilmente pensa anche alle opportunità di finalizzare alleanze strategiche nell’ambito di uno scenario di mercato – quello dell’industria di viaggi e vacanze – contraddistinto da un vero e proprio risiko tra gruppi turistici e catene alberghiere. E così è stato presentato ufficialmente l’accordo tra la catena italiana che oggi fa capo al gruppo assicurativo UnipoSai e il gigante cinese Btg-Jianguo costola del gruppo Btg che sta per Beijing tourism group, una conglomerata da circa 40 miliardi di fatturato nel complesso, punto di riferimento assoluto in Cina e d’ora in avanti anche sui mercati internazionali, quotato a Shanghai.

Btg, val la pena ricordarlo, è il gruppo che ha praticamente rilanciato negli anni 50 gli alberghi nella Repubblica popolare. L’intesa è stata definita di carattere commerciale – in pratica prevede la promozione del cibo made in Italy in alcune strutture Btg-Janguo in Cina e di formazione in alcuni hotel Ata in Italia con l’obiettivo dichiarato di intercettare un’ampia quota di turisti cinesi che arriveranno in Italia per l’Expo.

Si stima che almeno un milione di cinesi arriverà nel nostro Paese. La Cina sta allestendo peraltro diversi padiglioni nell’area dell’Expo che inieirà a Miano nel maggio del 2015. Quini più cultura cinese in Italia e più tradizioni ed eccellenze italiane in Cina. Ma tutto lascia intendere – viste anche le dimensioni del partner con gli occhi a mandorla – che in prospettiva l’accordo ora dichiaratamente commerciale possa evolvere in una vera e propria partnership strategica. Conviene ricordare che l’interesse dei capitali cinesi per l’Italia è in crescita. E che stanno aumentando gli investimenti del Dragone nel settore turistico sullo scacchiere europeo (si ricorda al riguardo la sfida in corso per il controllo del gruppo transalpino Club Med).

Da mesi intanto si rincorrono le voci – sempre puntualmente smentite ufficialmente – su un cambio nella catena di controllo di Atahotels (21 alberghi in varie parti d’Italia oltre a Milano), già costola turistica del gruppo Ligresti, confluita nell’orbita di Unipol dopo il default del costruttore siciliano. «Quest’anno cominciamo a vedere un risultato industriale quasi accettabile e l’anno prossimo si vedranno i frutti del lavoro che è stato fatto. Quindi mi aspetto per il 2014 una situazione molto migliorata rispetto agli esercizi precedenti e dal 2015 una situazione solida». Queste le prospettive per Atahotels, la catena alberghiera “ereditata” lo scorso anno da Unipol nell’integrazione con FonSai. A delinearle è Gian Luca Santi, presidente di Atahotels e d.g. area immobiliare di UnipolSai, cui fa capo la società alberghiera. Dopo gli esercizi in rosso e le difficoltà della gestione Ligresti, «quest’anno dovremmo arrivare molto vicini a una normalità di gestione, questa è una società che può creare valore. Vogliamo arrivare a una situazione economica stabile», precisa Santi. All’orizzonte non ci sono comunque operazioni di integrazione con Una o Boscolo, su cui erano corse indiscrezioni. «In questo momento non c’è nulla», risponde Santi, interpellato in proposito.

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