(Autore: Vincenzo Chierchia – Il Sole 24 Ore)
Atahotels guarda alla Cina in vista dell’Expo ma probabilmente pensa anche alle opportunità di finalizzare alleanze strategiche nell’ambito di uno scenario di mercato – quello dell’industria di viaggi e vacanze – contraddistinto da un vero e proprio risiko tra gruppi turistici e catene alberghiere. E così è stato presentato ufficialmente l’accordo tra la catena italiana che oggi fa capo al gruppo assicurativo UnipoSai e il gigante cinese Btg-Jianguo costola del gruppo Btg che sta per Beijing tourism group, una conglomerata da circa 40 miliardi di fatturato nel complesso, punto di riferimento assoluto in Cina e d’ora in avanti anche sui mercati internazionali, quotato a Shanghai.
Btg, val la pena ricordarlo, è il gruppo che ha praticamente rilanciato negli anni 50 gli alberghi nella Repubblica popolare. L’intesa è stata definita di carattere commerciale – in pratica prevede la promozione del cibo made in Italy in alcune strutture Btg-Janguo in Cina e di formazione in alcuni hotel Ata in Italia con l’obiettivo dichiarato di intercettare un’ampia quota di turisti cinesi che arriveranno in Italia per l’Expo.
Da mesi intanto si rincorrono le voci – sempre puntualmente smentite ufficialmente – su un cambio nella catena di controllo di Atahotels (21 alberghi in varie parti d’Italia oltre a Milano), già costola turistica del gruppo Ligresti, confluita nell’orbita di Unipol dopo il default del costruttore siciliano. «Quest’anno cominciamo a vedere un risultato industriale quasi accettabile e l’anno prossimo si vedranno i frutti del lavoro che è stato fatto. Quindi mi aspetto per il 2014 una situazione molto migliorata rispetto agli esercizi precedenti e dal 2015 una situazione solida». Queste le prospettive per Atahotels, la catena alberghiera “ereditata” lo scorso anno da Unipol nell’integrazione con FonSai. A delinearle è Gian Luca Santi, presidente di Atahotels e d.g. area immobiliare di UnipolSai, cui fa capo la società alberghiera. Dopo gli esercizi in rosso e le difficoltà della gestione Ligresti, «quest’anno dovremmo arrivare molto vicini a una normalità di gestione, questa è una società che può creare valore. Vogliamo arrivare a una situazione economica stabile», precisa Santi. All’orizzonte non ci sono comunque operazioni di integrazione con Una o Boscolo, su cui erano corse indiscrezioni. «In questo momento non c’è nulla», risponde Santi, interpellato in proposito.




