
(Autore: Luigi Dell’Olio – Il Piccolo)
Negli store svedesi coperture per la famiglia. E potrebbero scendere in campo Google e Amazon
Se finora le compagnie assicurative hanno salvaguardato i margini grazie da una parte alla spinta dei mercati finanziari (di cui ha beneficiato il ramo vita) e dall’altra al calo degli incidenti automobilistici (positiva per il comparto danni), i prossimi anni si annunciano difficili. Sono in arrivo nuovi competitors provenienti da altri settori. Negli ultimi mesi si è registrata un’accelerazione nelle strategie assicurative di alcuni grandi operatori bancari (come Intesa SanPaolo e Unicredit), ma un impatto più dirompente è atteso da operatori estranei al mondo finanziario. A inizio ottobre Ikea ha avviato la vendita, presso alcuni store svedesi, di coperture assicurative per la gravidanza e l’infanzia, alle quali faranno a breve seguito polizze legata alla casa. Sfruttando la presenza di una clientela numerosa e variegata, il gigante dei mobili vuole quindi estendersi in altri settori, puntando su nicchie di mercato che non hanno ancora raggiunto un livello di sviluppo maturo ad opera delle compagnie tradizionali. Se la sperimentazione avrà successo, si procederà a estendere l’offerta ad altri punti vendita, e probabilmente anche ad altri settori.
Un altro filone di possibile sviluppo riguarda il canale online, che pure in Italia non ha fin qui avuto uno sviluppo paragonabile agli altri Paesi occidentali, tanto da non andare al di là dell’rc auto (tranne pochissime eccezioni). Secondo un sondaggio di Accenture, due-terzi (67%) dei consumatori nel mondo potrebbe prendere in considerazione l’acquisto di prodotti assicurativi da soggetti diversi dalle tradizionali compagnie di assicurazione. Di questi, il 23% potrebbe scegliere fornitori di servizi online come Google e Amazon. Per Michael Lyman, global managing director per la consulenza direzionale dei servizi per il settore assicurativo di Accenture attualmente vi è «una elevata propen sione al cambiamento» in questo comparto. Nel corso dei prossimi dodici mesi è probabile, infatti, che il 40% dei consumatori passi a un’altra compagnia per assicurare l’auto o la casa. Nel ramo vita, un quarto (25%) degli intervistati ha dichiarato di essere disposto ad annullare un contratto esistente e più di un terzo (35%) potrebbe stipulare un nuovo contratto con un nuovo provider da qui a un anno.
Filomena Giammario, senior analyst dell’ufficio studi Kpmg, l’interesse di altri operatori verso il comparto assicurativo è dovuta da una parte ai nuovi sviluppi offerte dall’innovazione digitale (Internet, mobile, smartphone, domotica, big data e analytics) e dall’altra al fatto che le assicurazioni hanno retto meglio di altri settori alla crisi. «L’esperienza più recente è quella di Google che a settembre ha lanciato Google Compare, un comparatore di prodotti assicurativi, in UK e Francia e Germania», ricorda l’esperta. Secondo la quale, «probabilmente la prossima tappa sarà l’Italia». «Per reagire e non subirepassivamente gli effetti disruptive della rivoluzione digitale e arginare la concorrenza di grandi operatori della distribuzione, della tecnologia e dell’e-commerce occorre muoversi d’anticipo e rivedere i tradizionali modelli di business e distributivi», è l’indicazione dell’esperta alle compagnie tradizionali. Gli investimenti nel digitale di colossi come Allianz e Generali indicano che la direzione del cambiamento è segnata.




