
(di Marigia Mangano – Il Sole 24 Ore)
Nuovo miglioramento della proposta della holding degli Agnelli in vista dell’assemblea del 24 luglio sulla fusione Axis. Sarà direttamente la Spa quotata a essere obbligata in solido a rispettare i contratti
Exor rafforza con una più ampia garanzia la proposta presentata per la conquista di PartnerRe. La società del gruppo Agnelli, che si è fatta sempre garante degli impegni di pagamento del Merger Agreement, ha esteso la propria garanzia anche a tutti gli impegni contrattuali. Per gli azionisti di PartnerRe – spiega in una nota diffusa ieri – significa poter contare sulla forza finanziaria della società controllante Exor Spa.
In altre parole, la modifica dei contratti apportata ieri si traduce in una discesa in campo diretta di Exor spa nello scontro con Axis per la conquista di Partner Re. In precedenza in prima linea figurava infatti la controllata olandese Exor N.V., mentre da questo momento la spa italiana è obbligata in solido a rispettare gli impegni contrattuali. Nella nota diffusa ieri, nel dettaglio, Exor rileva che «sin dall’annuncio della propria proposta (attraverso la controllata Exor N.V.) si è fatta sempre garante degli impegni di pagamento del merger agreement. Ora estende la propria garanzia anche a tutti gli impegni contrattuali del merger agreement» mettendo a disposizione del perfezionamento dell’operazione il patrimonio di Exor spa, che conta su un Nav di 15 miliardi di euro.
La proposta di Exor, pari a 137,50 dollari per ogni azione PartnerRe – prosegue la nota – «è superiore in base a tutti i criteri significativi e il passo avanti di oggi rende ulteriormente sicuri gli azionisti di PartnerRe nel respingere l’operazione con Axis», afferma Exor. Un concetto, peraltro ribadito a più riprese, in vista dell’assemblea del 24 luglio in cui gli azionisti del gruppo di riassicurazione con base alle Bermuda dovranno votare sul piano di integrazione con Axis. Gli azionisti di PartnerRe «possono sentirsi sicuri nel votare contro la transazione con Axis e chiedere al cda di PartnerRe di impegnarsi con Exor e accettare la sua proposta vincolante», prosegue nella nota la finanziaria, che ha precisato di aver fornito al cda di PartnerRe «un contratto di fusione vincolante modificato che include la garanzia addizionale».
Del resto, ha fatto presente la holding della famiglia Agnelli, la proposta italiana non contiene rischi di esecuzione, è vincolante, interamente finanziata e non richiede due diligence. Senza contare – si aggiunge – che il rating investment grade di Exor è stato confermato da Standard & Poor’s dopo la presentazione della propria proposta per PartnerRe.
La nota di Exor risponde indirettamente alle affermazioni di Albert Benchimol, ceo di Axis, e Jean-Paul Montupet, presidente di PartnerRe, espresse dai due manager in un’intervista a A.M.BestTv in cui Montupet ha sottolineato che l’offerta di Exor per PartnerRe «è persino inferiore al valore di libro della società e sopratutto è una proposta molto incerta. Exor la definisce un’offerta irrevocabile, ma di fatto dispone di molti modi per uscire se lo volesse. Quindi sarebbe molto imprudente per i nostri azionisti accettare questa offerta e rinunciare al progetto con Axis». Un botta e risposta, dunque, che avrà i suoi esiti finali in occasione dell’assemblea del 24 luglio. Benchimol ha espresso “ottimismo” per un voto favorevole ad Axis e lo stesso ha fatto Montupet che ha tenuto a precisare che un eventuale «no» alla fusione con Axis, «non significherebbe comunque sì» ad Exor.




