Opinione della Settimana

Trentino-Alto Adige: «Sanifonds, avanti da soli anche senza la Regione»

Roberto De Laurentis Imc

(di Luca Pianesi – Trentino Corriere Alpi)

Il presidente del Fondo Roberto De Laurentis preme sull’acceleratore ma riconosce le criticità: «Il rimborso dei ticket? Può far aumentare la spesa»

Avanti anche da soli, senza Regione e senza Alto Adige, se non ci stanno, ma con un nomenclatore rivisto per ogni categoria aderente al fondo e con la consapevolezza che la prospettiva debba andare oltre al semplice rimborso del ticket, fortemente voluto dai sindacati. Questo il pensiero del presidente degli artigiani e di Sanifonds Roberto De Laurentis (nella foto) che difende il fondo sanitario integrativo così com’è stato approvato dal suo Cda ma non nasconde il fatto che il percorso che ha portato alla nascita dello stesso nomenclatore (il testo nel quale sono riportate le prestazioni sanitarie che il fondo garantirà agli aderenti e le tariffe collegate) è stato alquanto accidentato e ha visto emergere le due posizioni contrapposte dell’assessorato provinciale da un lato e dei sindacati dall’altro. «E’ indubbio che i sindacati abbiano fortemente spinto soprattutto sul tema del rimborso dei ticket – spiega De Laurentis – e che da parte dell’assessorato retto dalla Borgonovo Re ci fossero state diverse opposizioni a riguardo. Ma noi, come Sanifonds e come artigiani, abbiamo preferito non intrometterci nel loro dibattito. Era un confronto tra ente pubblico e rappresentanti dei dipendenti pubblici, noi non c’entravamo. E quando i sindacati accusavano me di rallentare l’iter di costituzione del fondo (si veda “Dipendenti pubblici contro De Laurentis”, Trentino Corriere Alpi, 15.06.2015) in realtà, a quanto pare, avevano i loro problemi da risolvere».

Il nomenclatore, ad oggi approvato, infatti, riguarda i 39 mila dipendenti pubblici appartenenti a Pat (Provincia Autonoma di Trento, ndIMC), Scuola e Azienda sanitaria provinciale e riporta le prestazioni sanitarie e le tariffe che il fondo andrà loro a garantire. Ma il fondo dovrà poi essere allargato anche ad artigiani, commercianti e industriali per diventare quello che da pro gramma doveva essere un secondo welfare sanitario a tutti gli effetti. E da progetto avrebbe dovuto coinvolgere le diverse realtà produttive di tutta regione.

A lei De Laurentis piace il nomenclatore così com’è?

Credo che quello approvato debba essere considerato un documento base ma che poi per ogni categoria si debba elaborare un nomenclatore specifico perché le esigenze di prestazioni sanitarie sono molto diverse tra i vari comparti. Basti pensare che i nostri 11 mila e 500 artigiani hanno un’età media di 36 anni mentre per i dipendenti pubblici è di 46 anni. Dunque le esigenze sanitarie sono molto diverse.

Rispetto al testo approvato su cosa puntereste come artigiani?

A noi il tema dei ticket sanitari, per esempio, interessa poco. Anche perché capisco e in parte condivido il ragionamento di chi dice che dando il rimborso del ticket si rischia di incentivare il cittadino a ricorrere a prestazioni sanitarie, in alcuni casi già oggi erogate in misura forse un po’ eccessiva, anche in circostanze di non reale necessità. Io come presidente vorrei che Sanifonds non fosse la semplice riproduzione di fondi integrativi sanitari che già esistono nel resto del Paese ma fosse un fondo innovativo e peculiare.

Come pensa il Sanifonds trentino?

Credo che debba guardare molto al futuro e non allo stretto presente. Per esempio, noi artigiani abbiamo già un fondo nostro che si chiama Sia3. Ogni aderente destina 33 euro all’anno alla non autosufficienza. Ora Sanifonds deve essere votato anche a questo (da nomenclatore è previsto che i dipendenti pubblici destinino 38 euro a testa) che è uno dei grandi temi del sistema sanitario, soprattutto in prospettiva. Deve avere proprio questo sguardo solidaristico. Si paga un’assicurazione, per tutti, nella speranza di non doverla usare mai. Ma se si dovesse avere sfortuna, si avrà garantita la dignità di una corretta assistenza. E poi si deve guardare a una sanità integrativa innovativa: penso a tutto il tema delle new technology, per esempio al tema degli arti e delle protesi artificiali e meccaniche.

Della polemica che s’è scatenata in questi giorni sul tema Sanifonds che pensa?

Che il dibattito tra sindacati e assessorato in sede di discussione del nomenclatore ci sia stato è indubbio. Ed è vero che i sindacati spingevano soprattutto per l’introduzione del ticket mentre la Provincia frenava, tanto che i due rappresentanti della Pat al momento di votare nel Cda la presenza o meno dei ticket nel nomenclatore si erano astenuti. Poi della polemica tra Rossi, Zeni, la Borgonovo Re e la Plotegher mi interessa poco. Io credo in Sanifonds e penso che si debba andare avanti con o senza la Regione e la Provincia di Bolzano, che da quel che so non si sta muovendo a riguardo.

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