Opinione della Settimana

Medici e avvocati a rischio: polizza sì, ma con i paletti

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(di Sibilla Di Palma – Repubblica Affari & Finanza)

Un decreto attuativo renderà operativo l’obbligo di tutelarsi contro gli errori professionali. Le associazioni sono d’accordo ma chiedono garanzie sulla retroattività e una politica dei prezzi che eviti il mercato selvaggio. Alcune categorie sono più esposte

Il decreto attuativo che rende operativo l’obbligo anche per i professionisti dell’area sanitaria e gli avvocati di tutelarsi contro gli errori professionali sta per essere approvato. Le associazioni di categoria salutano con favore la novità, a patto però che rispetti alcune condizioni. Per Mirella Casiello, presidente Oua (Organismo unitario avvocatura) «una polizza obbligatoria è utile per la nostra categoria, ma abbiamo dei timori. Ad esempio, che possa essere agevolato un mercato selvaggio, con prezzi che potrebbero crescere in maniera esorbitante, o di dover fronteggiare l’inserimento di clausole che non coprono la retroattività nel passaggio da una polizza all’altra».

Per questo l’associazione chiede una serie di tutele, a cominciare dall’introduzione di una formula di claims made, ovvero a richiesta fatta, per le condotte pregresse o con retroattività ultradecennale. Altri passaggi fondamentali, secondo Casiello, riguardano poi l’obbligo a contrarre da parte delle compagnie: «Per evitare che l’avvocato sia la parte debole in fase di contrattazione», e la limitazione della franchigia fissa al 5%, in luogo dell’usuale 10%, anche a garanzia del danneggiato, che in questo modo non corre il rischio dell’insolvibilità del professionista.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Milano: «Siamo d’accordo sull’assicurazione obbligatoria, ma ad alcune condizioni: le compagnie devono essere tenute ad assicurare perché altrimenti, considerato che quello delle polizze è un mercato un po’ particolare in cui le aziende serie sono poche, si rischia di incappare in premi altissimi oppure di finire nella rete di società poco raccomandabili. La seconda è che prima del medico si assicurino le strutture sanitarie pubbliche e private e che il paziente possa trovare esposto all’ingresso il bollino dell’assicurazione».

Già da diversi anni molti avvocati hanno comunque iniziato a muoversi, sottolinea Maria Rita Arena, della direzione danni non auto Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), “spesso avvalendosi delle convenzioni siglate dall’ordine di appartenenza con le compagnie di assicurazione”. Polizze che nel caso degli avvocati “coprono per esempio i danni patrimoniali e materiali, non alla persona come per i medici, per cui i premi dovrebbero essere meno elevati”.

Più scottante, invece, il tema per questi ultimi, specie per le categorie a forte rischio di sinistro, come ginecologi, ortopedici e chirurghi, per i quali le tariffe per assicurarsi arrivano fino a 25mila euro l’anno. Tanto che, secondo un sondaggio, sulle assicurazioni per il mondo medico sanitario realizzato dall’Osservatorio internazionale della sanità (Ois) in collaborazione con l’Ordine dei medici e odontoiatri di Roma (che ha coinvolto oltre 1.000 camici bianchi), l’86,8% dei medici ha un’assicurazione. Quasi due su dieci hanno infatti dovuto sostenere una controversia con il paziente. Anche se i costi preoccupano: meno del 10% sarebbe disposto a spendere oltre il 5% del suo reddito per un’assicurazione. Per le categorie più a rischio, inoltre, spesso trovare una copertura assicurativa è sempre più difficile, considerato che “per la responsabilità civile medica da oltre un decennio è aumentato in maniera decisa in sede di giudizio l’importo dei risarcimenti”, commenta Arena.

Un mercato, quello delle polizze della sanità «che vale potenzialmente 1,5 miliardi di euro considerando strutture ospedaliere e singoli professionisti», sottolinea Antonio Somma, amministratore delegato della società di btokeraggio assicurativo Trust Risk Group. E che negli ultimi anni ha visto un aumento esponenziale degli assicurati (+40% nel 2013 rispetto al 2012 e + 15% nel 2014 rispetto all’anno precedente).

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