
(Fonte: La Stampa Novara e VCO)
Ora Palazzo Cabrino dovrà decidere dove collocarli
Quattordici quadri «contesi» tra Comune e Provincia (di Novara, ndIMC). Sono tele di autori moderni e contemporanei di proprietà del Comune, che nel 1979 li concesse in prestito alla Provincia. Da allora arredano gli uffici di rappresentanza dell’ente, a cominciare da quello del presidente Matteo Besozzi: alle spalle della sua scrivania è appeso il pezzo forse più pregiato e conosciuto, «La battaglia dell’Ariotta», opera del pittore novarese Cesare Morbio, che a metà dell’Ottocento rievocò su tela lo scontro tra le truppe francesi e quelle svizzere avvenuto alle porte di Novara il 6 giugno 1513.
La lettera di Besozzi
Tutti i dipinti stanno per essere restituiti dalla Provincia al Comune. Tre anzi, d’arte contemporanea, che erano nell’ufficio dell’ex presidente Diego Sozzani, sono già tornati al legittimo proprietario. È stata la Provincia stessa a chiedere la riconsegna, con una lettera del 3 novembre firmata da Besozzi e inviata al servizio Cultura e musei del Comune: «Essendo la Provincia interessata da processi di riordino che riguarderanno anche la dislocazione degli uffici, l’Amministrazione intende restituire tali opere avute in prestito». Conferma l’assessore alla Cultura del Comune Paola Turchelli: «L’hanno chiesto loro. Ce li riprenderemo, anche se questo può costituire un problema perché ora dobbiamo trovare dove metterli».
Ma dalla Provincia arriva una spiegazione un po’ diversa: «Il Comune – dice Besozzi – di recente ci ha richiesto per quelle opere garanzie di sicurezza e conservazione ulteriori rispetto a quelle sin qui adottate. Interventi che richiedono una spesa, che l’ente non è in grado di sostenere». Vista la situazione economica, non è certo pensabile destinare risorse per stipulare assicurazioni, installare sistemi d’allarme o di controllo microclimatico. Dunque non è rimasta altra scelta che privarsene, anche a malincuore perché così si spogliano gli uffici degli amministratori e dei dirigenti di opere che, al di là del loro valore, hanno una funzione di testimonianza e abbellimento.



