
(di Andrea Di Turi – Avvenire)
L’impegno di un’impresa nell’ambito della responsabilità sociale non può prescindere dall’elaborazione di politiche, codici, documenti, come il bilancio sociale o di sostenibilità, che danno forma e ufficialità a tale impegno e spesso costituiscono la base per la sua comunicazione. Non è raro, tuttavia, che proprio in termini di comunicazione a risultare più efficaci possano essere iniziative che hanno magari un carattere istituzionale meno marcato, ma possiedono una maggiore capacità di essere avvertite, di far presa insomma nella comunità cui l’impresa fa riferimento.
Appartengono a questo genere di iniziative le esperienze di volontariato d’impresa, che negli ultimi anni anche in Italia hanno preso piede in modo abbastanza diffuso, costituendo tra l’altro un terreno d’incontro privilegiato tra imprese e mondo non profit. E il caso ad esempio di Generali Country Italia, dove l’impegno volontario dei dipendenti in progetti di solidarietà ha garantito lo scorso anno un concreto aiuto a sostegno delle comunità locali e delle persone in stato di bisogno cui si è rivolto.
«Piccoli gesti. Grandi azioni» è il motto, significativo, del progetto, che ha ricompreso tutte le iniziative in cui le persone di Generali in Italia sono state protagoniste, col sostegno dell’azienda e insieme alla rete di agenti, nel mettere volontariamente a disposizione della comunità ore di lavoro, conoscenze, risorse, con varie modalità.
Una delle iniziative più interessanti è stata quella di «Io viaggio solidale»: in meno di un anno, 1.400 persone di Generali hanno scelto per i loro viaggi di lavoro la seconda classe invece della prima, come è previsto dalla policy aziendale, allo scopo di destinare il risparmio nel prezzo del biglietto ad Ail (Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma) per sostenere economicamente i viaggi dei pazienti e dei loro familiari verso i centri di cura. Circa 8mila viaggi effettuati in seconda classe, grazie alla libera scelta dei collaboratori di Generali Italia, Alleanza, Genertel e Banca Generali, hanno permesso di raccogliere 100mila euro, con cui si sono finanziati 521 viaggi a beneficio di quasi 90 tra pazienti e familiari (1.600 i viaggi che si stima verranno finanziati a progetto terminato).
Con «Generali for Telethon», invece, avendo i dipendenti di Generali Italia segnalato tramite sondaggio interno la volontà di sostenere Telethon, l’azienda ha promosso una serie di iniziative per raccogliere fondi da destinare alla ricerca: in soli quattro giorni di lavoro, ad esempio, le persone di Generali Italia hanno donato più di 130 ore di lavoro per gestire direttamente i quattro temporary shop di Telethon allestiti contemporaneamente nelle sedi della Compagnia a Milano, Mogliano Veneto, Roma e Torino.
Nell’anno appena iniziato, infine, partirà il progetto “Minori e la Rete”: in collaborazione con Informatici Senza Frontiere, vedrà il coinvolgimento dei dipendenti Generali dell’area Information technology in attività di educazione e formazione nelle scuole della provincia di Treviso. Obiettivo: contrastare il fenomeno del cyberbullismo.




