Opinione della Settimana

Generali, Allianz non vede nessuna buona occasione d’acquisto

Oliver Baete (4) Imc

(di Francesca Gerosa – Milano Finanza)

“Finora non c’è stata alcuna occasione per acquisire una buona società a prezzi adeguati”, ha detto il presidente del consiglio di gestione di Allianz, Baete. Scema così la speculazione su un interesse della compagnia tedesca per Generali France

Allianz per ora non vede nessuna buona occasione d’acquisto. “Finora non c’è stata alcuna occasione per acquisire una buona società a prezzi adeguati”, ha affermato il presidente del consiglio di gestione di Allianz, Oliver Baete (nella foto), parlando a un incontro con investitori e analisti, come riportato dal quotidiano tedesco Die Welt.

Quando Allianz, leader nell’assicurazione in Europa, deciderà di diventare numero uno in un Paese o di conquistare un mercato, ha spiegato ancora Baete, “allora pagherà anche un premio, forse addirittura un premio elevato”. Come sottolinea il Die Welt era da tempo che il presidente del consiglio di gestione di Allianz non si esprimeva così chiaramente sul fatto che il gruppo sia pronto a realizzare acquisizioni.

Ma per il momento non sembra esserci nulla all’orizzonte di interessante, quindi nemmeno la controllata francese di Generali, Generali France. A metà dicembre si è vociferato dell’avvio di un negoziato preliminare tra la compagnia triestina e quella tedesca per la possibile vendita della controllata francese. Voci che si sono via via ridimensionate anche perché Generali France è considerata dal Leone un’attività strategica: genera circa il 15% dei premi e dell’utile operativo del gruppo.

Gli stessi analisti sono scettici sulla possibilità che Generali France venga ceduta in quanto ne risulterebbe un ridimensionamento del peso del gruppo in Europa (le attività in Francia di Generali sono valutate 5,5-5,7 miliardi di euro, pari a un quarto dell’attuale capitalizzazione di borsa del gruppo), anche se l’eventuale uscita di Generali dalla Francia aumenterebbe l’interesse sul titolo in vista di una potenziale aggregazione tra il Leone e Axa dal momento che non ci sarebbero più problemi a livello di Antitrust (le dimensioni contano ancora di più nel settore con i rendimenti sono sotto pressione a causa dei bassi tassi di interesse). Un’operazione che avrebbe il sostegno di Vincent Bolloré, socio di peso di Mediobanca, primo azionista di Generali.

A fine novembre Generali ha presentato l’aggiornamento del piano industriale che prevede per il 2016 un flusso di cassa pari a 2,2 miliardi di euro dagli 1,6 miliardi del 2015. Nei prossimi tre anni Generali dovrebbe raccogliere circa 1 miliardo di euro dalle dismissioni. La società conta, infatti, di vendere asset in 13 o 15 mercati non strategici. Per effetto di queste cessioni, i premi dovrebbero scendere del 5% con un impatto negativo sul risultato operativo dell’1%. Ma, grazie all’andamento positivo della generazione di cassa, il management è sicuro di poter distribuire dividendi per 5 miliardi di euro.

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