Opinione della Settimana

Gli agenti Generali dicono no a Intesa Sanpaolo, a rischio «gioiello del Paese»

Vincenzo Cirasola (12) Imc

(Fonte: Il Sole 24 Ore / Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Lettera di Cirasola a vertici, timori su italianità e lavoro

Gli agenti Generali dicono ‘no’ all’ipotesi dell’acquisizione della compagnia assicurativa da parte di Intesa Sanpaolo, paventando la distruzione di «un’azienda italiana fiore all’occhiello del Paese». In una lunga lettera inviata al presidente Gabriele Galateri, al group ceo, Philippe Donnet e al cda del Leone, il presidente degli agenti di Generali Italia, Vincenzo Cirasola (nella foto) esprime dubbi, interrogativi e timori della categoria. Nella missiva – che Radiocor Plus ha letto – Cirasola si chiede quale spazio occuperà il core business assicurativo nell’eventuale progetto di Intesa e soprattutto si interroga su «chi salverà l’italianità delle assicurazioni», oltre a sollevare il nodo delle ricadute occupazionali.

Preoccupano gli agenti soprattutto le voci di un possibile ‘spezzatino’ del gruppo Generali, con la cessione a gruppi esteri di alcuni asset. In un Paese come l’Italia, che «soffre di sotto-assicurazione, dove le calamità naturali hanno creato notevoli disagi, dove la previdenza e la sanità diventeranno cruciali per il futuro dei giovani, pensare di poter abbandonare o cedere a compagnie straniere questo business interno è veramente da miopi», scrive Cirasola. Per il decano degli agenti Generali, con oltre 40 anni di professione e presidente anche del sindacato Anapa Rete ImpresAgenzie, «dovrebbe essere il Governo stesso a evitare di distruggere o di spezzettare» il gruppo che «nella sua lunga storia ha creato profitti a tanti, compreso al nostro stesso Stato e in particolare agli azionisti».

Gli agenti di Generali Italia che «da più di 185 anni sostengono la raccolta industriale contribuendo per oltre il 60% all’utile netto della compagnia» sono preoccupati per il loro futuro, a fronte del rischio che nell’aggregazione ipotizzata il canale bancario prevalga a tutto scapito di quello agenziale. «I nostri “governanti” hanno riflettuto sulla crisi occupazionale che si verrebbe e creare se quest’operazione andasse in porto, per le circa 100.000 risorse, amministrative e commerciali, che operano nel mondo agenziale di Generali Italia?», si chiedono gli agenti. Per tutti questi motivi, «noi agenti professionisti ci opponiamo con tutte le nostre forze alla distruzione di un’azienda italiana che è stata per anni il fiore all’occhiello di questo paese e che ha assicurato e protetto milioni di famiglie e aziende. Se la nostra Generali non esisterà più – conclude Cirasola – ci sarà un serio rischio di ‘fuga’ di noi agenti, insieme ai nostri milioni di clienti, verso altre compagnie».

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