Ivass e Consob emanano regolamenti per allineare i livelli di trasparenza in agenzia e in filiale. Pronti a scendere in campo ci sono anche l’arbitro per le controversie assicurative e l’acquirente misterioso
di Anna Messia
22 Agosto 2020 – Anche l’ultimo tassello è sistemato e le polizze, si spera, si fanno sempre più su misura di cliente, con costi chiari e confrontabili. Con il recente intervento congiunto targato Ivass e Consob, che regola la distribuzione assicurativa, è stata completata la rete di tutele per rafforzare la protezione dei consumatori, fin dalla fase di ideazione dei prodotti, recependo la normativa europea Idd. Un lavoro che ha richiesto il coordinamento tra le due autorità, I’authority presieduta dal direttore generale della Banca d’Italia da una parte, Daniele Franco, e la Commissione di regolamentazione dei mercati e la Borsa guidata da Paolo Savona. E non è stato facile, visto che ai documenti messi in pubblica consultazione erano arrivati più di 570 commenti. Uno degli obiettivi era proprio di allineare quanto più possibile la distribuzione dei prodotti di investimento assicurativo a prescindere dal canale di vendita: agenzia assicurativa, filiale o ufficio postale e alla fine si è trovata la quadra. Le disposizioni dell’autorità assicurativa entreranno in vigore dal primo marzo prossimo e in ballo ci sono i cosiddetti Ibips, ovvero polizze vita rivalutabili di Ramo primo collegate a gestioni separate ma anche unit e index linked di ramo terzo ma anche polizze di capitalizzazione di ramo V e prodotti multiramo e le novità introdotte non sono da poco. Le nuove regole suddividono i poteri tra Ivass e Consob in funzione del canale di vendita: alla commissione guidata da Savona spetta la competenza di regolare e vigilare sulla distribuzione effettuata da banche, Poste e intermediari finanziari; a Ivass sulla distribuzione effettuata da compagnie, agenti, brokers e i loro collaboratori. Con diverse novità. Il nuovo Regolamento Ivass sul Governo e controllo anticipa per esempio la protezione del consumatore già alla fase di ideazione e progettazione di tutti i prodotti assicurativi, vita e danni, inclusi gli Ibips. Le compagnie sono tenute a definire per ciascun prodotto il mercato di riferimento «positivo», cioè a quale clientela quel prodotto è destinato e a quali bisogni ed esigenze risponde. Ma andrà segnalato anche un mercato di riferimento «negativo», ovvero a quale tipologia di clienti non deve essere proposta quella copertura assicurativa, perché non adatta. Non solo. La responsabilità resta in capo alla compagnia che deve fornire al distributore tutte le informazioni rilevanti sul prodotto assicurativo e deve altresì controllare che sia collocato al mercato cui è destinato. Interventi che rispondono anche alle esortazioni del Fondo monetario internazionale sull’importanza di definire competenze e responsabilità ribadita anche con la pubblicazione dell’ultimo audit svolto sull’Ivass, nel quale ha riconosciuto come l’autorità italiana abbia sviluppato un’architettura normativa allineato a pieno alla disciplina di Solvency II e ai principi della Associazione internazionale dei supervisori assicurativi (Iais). Ma da Washington sono arrivate anche raccomandazioni indirizzate a Via del Quirinale: bisogna conferire all’Ivass poteri ministeriali sulla revoca delle autorizzazioni per l’esercizio dell’attività assicurativa, suggeriscono dal Fondo Monetario Internazionale e aumentare il personale. E proprio questo sembra essere il punto centrale. Perché l’applicazione delle nuove norme avrà bisogno di controlli puntuali e di armi non spuntate per correggere eventuali inefficienze, aumentando la possibilità di confrontare tra loro i prodotti e di conoscerne con precisione i costi. Come sottolineato dallo stesso presidente dell’Ivass, Franco, nella sua relazione annuale di giugno scorso.
Fonte: “Assinews.it”




