2 novembre 2020 – Le compagnie cilene – riferisce Noticias Financieras – sono all’attacco della proposta parlamentare che permetterebbe ai cittadini di liquidare fino al 10% delle proprie rendite pensionistiche in cambio del capitale corrispondente. Il progetto si spiega con le difficoltà economiche che il paese sta attraversando. D’altra parte anche l’allarme degli assicuratori è giustificato. Le persone che optano per una rendita vitalizia firmano un contratto con assicuratori trasferendo la proprietà dei loro fondi pensione in cambio dell’ottenimento di una pensione fino al loro morte. Pertanto, queste risorse diventano parte del patrimonio delle compagnie di assicurazione. E quest’ultime considerano che la possibilità di recesso potrebbe mettere a repentaglio la loro capacità di assicurare le rendite. Se le associazioni delle compagnie non riusciranno a convincere il Parlamento a desistere dal suo progetto hanno comunque armi legali da far valere.
Secondo l’avvocato di Barros & Errázuriz, José Luis Corvalán, tutto dipenderà dal fatto che si tratti di investitori stranieri o nazionali. Nel caso degli stranieri nella misura in cui i loro paesi di origine hanno firmato con il Cile un trattato di protezione degli investimenti che normalmente prevede una tutela in caso di espropri, questi potrebbero avviare un arbitrato internazionale contro lo Stato del Cile dinanzi al Centro internazionale per la risoluzione di Controversie sugli investimenti (Ciadi) o in conformità alle norme del rispettivo trattato, richiedendo un risarcimento per i danni causati“. Nel caso dei cittadini, potrebbero avviare azioni davanti alla giustizia cilena, perseguendo la responsabilità patrimoniale dello Stato.
Da molti decenni il sistema pensionistico cileno riposa su una rete dei fondi pensione privati che assicurano le rendite agli anziani.




