
C’è un mercato che quando cade fa meno rumore dei crolli di Wall Street ma che continua a bruciare miliardi di dollari di valore ogni giorno nella, apparente, indifferenza generale. È quello delle obbligazioni, da sempre ritenute mediamente meno rischiose e volatili tra gli investimenti finanziari ma che oggi stanno affossando i portafogli di tutto il mondo. Da inizio dell’anno il Global-Aggregate Total Return Index di Bloomberg – uno degli indici più diffusi del mercato obbligazionario – ha subito un calo di oltre il 20%. È il peggiore da quando l’indice è stato creato. Secondo Bank of America, quello che stiamo vivendo è il momento più difficile per il mercato dei bond dal 1949.
Stiamo assistendo da mesi ormai ad una corsa dei rendimenti obbligazionari dato che preoccupa sempre di più gli investitori. I numeri da record: il Treasury Usa a 10 anni ha toccato e superato il massimo degli ultimi 16 anni, 4,88%, mentre il Bund tedesco ha raggiunto il 3%, livello record dal 2011. Traguardi che hanno portato alcuni a parlare di una nuova era del reddito fisso.
“Non esiste un livello magico di rendimento che, una volta raggiunto, attirerà automaticamente un numero sufficiente di acquirenti per innescare un rally obbligazionario duraturo”, hanno avvertito in una nota riportata da Bloomberg gli analisti guidati da Ajay Rajadhyaksha.
A pesare sui bond sono infatti l’annuncio ripetuto di tassi d’interesse “higher for longer”, l’avvio dei programmi di Quantitative Tightening e l’incremento dell’offerta dovuto all’aumento del deficit Usa, ormai ai record da sempre.
Ne deriva che, secondo un’analisi di Bloomberg, i titoli a 10 anni o più sono crollati del 46% dal picco di marzo 2020: poco sotto il calo del 49% delle azioni statunitensi seguito allo scoppio della bolla delle dot-com. E la disfatta delle obbligazioni trentennali è stata ancora peggiore: -53%, a un soffio dal -57% registrato da Wall Street nel pieno della grande crisi finanziaria. Per non parlare dei crolli dei Matusalem Bond, compreso quello Italiano.
Insomma, il destino del mercato obbligazionario è ormai nelle mani delle azioni
Ciò che è accaduto nell’ultima settimana nel Regno Unito – in cui i tassi di interesse hanno raggiunto il record storico in pochi giorni – dimostra la fragilità di un mercato che è alla base del nostro sistema economico basato sul debito.
Da quando l’inflazione è tornata ad alzare la testa nel 2021 le obbligazioni hanno progressivamente perso appeal. Perché prestare il proprio denaro quando domani, dopodomani, tra un mese, tra un anno il capitale che mi sarà restituito varrà meno di oggi? Per di più quando si è compreso che il rialzo record dell’inflazione avrebbe portato le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse.
Ecco perché a tassi di interesse più alti corrispondono meccanicamente prezzi delle obbligazioni più bassi. E stiamo parlando di masse enormi di denaro.
a cura di Marco Contini
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