Secondo il presidente di ANAPA l’introduzione dell’obbligo di ritenuta di acconto sulle provvigioni percepite andrebbe a incidere in maniera significativa sulla liquidità degli agenti di assicurazioni in un momento di difficoltà generalizzata
Sono sempre giorni complicati quelli che precedono l’approvazione della Legge di Bilancio, ma per il mondo degli intermediari assicurativi le bozze della Finanziaria hanno riservato più di una sorpresa indesiderata. Se si deve alla prontezza di ANAPA lo stralcio della norma che inseriva l’obbligo di iscrizione degli intermediari assicurativi all’ENASARCO, resta in piedi una misura che, se fosse approvata, metterebbe in grande difficoltà gli agenti e i broker assicurativi: l’introduzione della ritenuta d’acconto del 50% sul 23% delle provvigioni lorde, (ridotto al 20% per le agenzie che si avvalgono di dipendenti). Una norma chiamata a portare 583 milioni nel 2024 e 783 milioni nel 2025.
Ma andiamo con ordine. Venerdì scorso hanno iniziato a circolare le bozze della Finanziaria e ANAPA si è subito messa in contatto con il senatore Gaetano Nastri (FdI), molto vicino alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il quale è intervenuto in prima persona con la premier per cancellare dal testo della Legge di Bilancio l’obbligo di iscrizione all’ENASARCO, rendendo pertanto inutile il saettante fulgore di qualche altro sindacato che intendeva percorrere la strada degli emendamenti in Parlamento.
Disinnescata la prima mina, ne resta tuttavia un’altra. Si tratta dell’obbligo di ritenuta di acconto sulle provvigioni percepite dagli agenti di assicurazioni che fino a oggi godevano di un regime di esenzione.
Di questo ne parliamo con il presidente di ANAPA Rete ImpresaAgenzia, Vincenzo Cirasola.
A leggere il testo della Legge di Bilancio che sta per andare in discussione al Parlamento, una cosa emerge con chiarezza. I grandi proclami, le promesse elettorali, si afflosciano come gonfiabili squartati una volta che si scontrano con i numeri. E la soluzione individuata dallo Stato, indipendentemente da chi sieda a Palazzo Chigi, è sempre la stessa: andare a caccia di anticipi di imposte e questa volta, il conto più salato da pagare spetta agli intermediari assicurativi e ai proprietari di immobili. Cosa ne pensa?
“Mi permetta innanzitutto di ringraziare personalmente il senatore Gaetano Nastri per la sua prontezza e sensibilità mostrata nei nostri confronti, intervenendo subito con Giorgia Meloni che ha recepito le osservazioni avanzate”, afferma Cirasola. “Venendo alla sua domanda, posso dire che siamo di fronte a una vera e propria assurdità, perché le imposte vanno pagate dopo aver incassato le provvigioni, altrimenti si entra in un terreno scivoloso. Inoltre, non va dimenticato che negli ultimi due anni lo Stato ha costantemente aumentato gli anticipi di imposta che gli assicuratori devono versare sulle riserve delle polizze vite. Una disposizione maldigerita e che crea diversi problemi trattandosi di crediti significativi”.
Insomma, succhiare risorse in anticipo è diventato un vezzo comune a tutti i governi.
“Noi siamo fermamente contrari a questo malcostume inaugurato con l’anticipo delle tasse sulle riserve delle polizze vita e ora allargato alle ritenute di acconto sugli agenti di assicurazioni. Seppure nelle more di un provvedimento che non ha ancora visto luce, va considerato che il versamento anticipato delle imposte per gli agenti di assicurazioni rispetto alle normali scadenze annuali, sarebbe calcolato sulle provvigioni al lordo, mentre l’imposta definitiva verrebbe computata al netto delle spese sostenute dall’agente. Si tratta quindi di un aggravio significativo che va a incidere sulla liquidità degli agenti di assicurazioni, in un momento di difficoltà, al pari di ogni altra categoria professionale, per via dell’aumento del costo della vita. Su questo problema ci stiamo muovendo per rappresentare nelle sedi istituzionali gli interessi dell’intera categoria professionale, evitando sterili polemiche di inopportuna autoreferenzialità”.
Tuttavia, per gli agenti c’è un ulteriore aspetto da considerare.
“È vero. A causa dei recenti sinistri da eventi catastrofali alcune importanti compagnie stanno attuando dismissioni di portafoglio con conseguente diminuzione di provvigioni fisse. Inoltre, esistono anche le provvigioni variabili che subiranno una falcidia perché sono calcolate sulla base dei risultati tecnici e i rami presidiati dagli agenti hanno registrato un significativo peggioramento negli ultimi anni – segnatamente l’Rc Auto e le coperture property che sono entrate in rosso – col rischio di creare per alcune agenzie un credito d’imposta. Ecco allora che questa sottrazione di liquidità, qualora la norma fosse approvata in Legge di Bilancio, causerebbe un grave danno agli agenti, che già attraversano una stagione complicata, in un momento in cui le famiglie e le piccole aziende hanno sempre più bisogno della consulenza dell’agente per mettersi al riparo dai rischi”.
a cura di Vincenzo Giudice
Foto in copertina: Vincenzo Cirasola, Presidente di ANAPA Rete ImpresAgenzia
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