BCE applicherà il danish compromise “caso per caso”. L’annuncio arriva dal capo della vigilanza della banca Claudia Buch
La Banca centrale europea applicherà un trattamento normativo favorevole alle partecipazioni assicurative delle banche “caso per caso”, ha affermato martedì il supervisore capo della BCE Claudia Buch.
Il cosiddetto danish compromise, che riduce il costo in termini di capitale per le banche per possedere un assicuratore, è fondamentale – ha ricordato Reuters – per una serie di accordi proposti, tra cui l’offerta di BNP Paribas per AXA Investment Managers e l’offerta di Banco BPM per Anima Holding. In particolare consente agli istituti di credito di ponderare i rischi dei loro investimenti assicurativi invece di dedurli per intero dal loro capitale. “Attualmente abbiamo in fase di consultazione una nuova guida che chiarisce il nostro approccio in merito, ma alla fine è anche una questione che valuteremo caso per caso per le singole istituzioni”, ha detto Buch in una conferenza stampa. La BCE ha avviato una consultazione sulla sua regolamentazione su come applicare le opzioni e le discrezionalità disponibili nel diritto dell’Unione Europea.
Il compromesso danese è stato introdotto durante la presidenza danese dell’UE più di un decennio fa per compensare temporaneamente le rigide regole di “Basilea” per le banche europee con le attività assicurative.
Ad aprile il parlamento dell’UE ha approvato una regolamentazione che rende permanente il compromesso danese. Una successiva chiarificazione normativa ha indicato che il trattamento favorevole, in versione ancora più spinta, potrà essere applicato alle attività che le banche acquistano tramite le loro unità assicurative.
BNP sta portando avanti l’acquisizione di AXA IM tramite la sua attività assicurativa BNP Paribas Cardif. Banco BPM ha fatto un’offerta per Anima tramite la sua unità assicurativa Banco BPM Vita.
L’analista di Mediobanca Securities Andrea Filtri ha calcolato che l’operazione da 5 miliardi di euro con AXA IM, senza il compromesso danese, costerebbe a BNP Paribas 65 punti base di capitale invece di soli 25 punti base. “Il sogno proibito è ora realtà, aprendo un nuovo orizzonte per M&A”, ha affermato Filtri.
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