I consigli di Enrico Coratti (Ivass) per non cadere nella rete delle polizze fantasma

Le truffe assicurative sul web rappresentano un fenomeno sempre più diffuso e insidioso. A lanciare l’allarme è Enrico Coratti, Capo della Divisione Vigilanza Distribuzione I dell’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Nel suo intervento su “Come difendersi dalle truffe assicurative in internet” in occasione del webinar “Polizze false danni veri”, organizzato da Ania e Federconsumatori. Coratti ha spiegato come funzionano le truffe e quali strumenti concreti possono aiutare gli utenti a difendersi.
Il raggiro più diffuso è quello del cosiddetto “Ghost broking”, ossia l’intermediazione fantasma. Si tratta di operatori che si presentano come broker o agenzie regolari ma che in realtà non hanno alcuna autorizzazione: offrono polizze inesistenti, sfruttano la buona fede di chi cerca una soluzione conveniente e spariscono subito dopo l’incasso. “Navigando sul web alla ricerca di una polizza auto – spiega Coratti – ci si può imbattere in siti o presunti intermediari che offrono offerte molto convenienti. Tutto sembra in ordine, i riferimenti sono apparentemente riconducibili a soggetti autorizzati. Ma dietro la facciata si nasconde spesso una truffa”.
Il meccanismo è sempre lo stesso: l’utente compila un form online e viene contattato rapidamente, magari tramite WhatsApp o email. Dopo un colloquio rassicurante, decide di accettare l’offerta e paga il premio richiesto. Solo in seguito scoprirà che la polizza non esiste e che circola senza copertura, rischiando sanzioni e responsabilità in caso di incidente. “Il fenomeno è difficile da estirpare del tutto perché i truffatori sono organizzati e sfruttano le debolezze degli utenti”, sottolinea Coratti.
Difendersi, però, è possibile. La prima regola è verificare sempre se l’impresa o l’intermediario è autorizzato, consultando i registri ufficiali sul sito dell’Ivass: il Registro delle imprese e dei gruppi assicurativi (RIGA) e il Registro Unico degli Intermediari (RUI). Non solo: sul portale sono disponibili anche le liste aggiornate dei siti web regolari, che consentono di distinguere un operatore affidabile da un sito fake.
Il problema, come spiega Coratti, è che “i siti truffaldini spesso usano loghi e grafiche simili a quelle delle compagnie reali, inducendo in errore anche utenti attenti”. Per questo è importante riconoscere i campanelli d’allarme: l’assenza di dati identificativi chiari, richieste di pagamento su carte prepagate (vietate per legge), prezzi troppo bassi rispetto al mercato, utilizzo di email con domini generici come Gmail o Tiscali, procedure di acquisto troppo semplici e contratti inviati solo via WhatsApp o Facebook. Anche l’indirizzo web può tradire l’inganno: se non inizia con “https” o se il dominio è simile ma non identico a quello ufficiale, è bene diffidare.
L’IVASS non si limita a informare: raccoglie segnalazioni dai cittadini, oscura i siti abusivi e reindirizza gli utenti su pagine che spiegano le ragioni dell’inaccessibilità. Solo dal 2023 a oggi, l’Autorità ha ordinato la chiusura di 279 siti truffa, di cui ben 95 solo nel 2025. Parallelamente porta avanti campagne di sensibilizzazione, come le sezioni #ImparaConIVASS e “Proteggi te stesso”, dedicate a chi vuole approfondire e imparare a muoversi con maggiore consapevolezza.
Un ulteriore strumento a disposizione degli automobilisti è il Portale dell’Automobilista, dove è possibile verificare in pochi secondi l’effettiva copertura Rc Auto inserendo la targa del veicolo. Un passaggio che può fare la differenza tra una polizza valida e un documento falso.
Coratti conclude con un invito alla prudenza: “Anche al di fuori del web bisogna restare vigili. Prima di firmare un contratto, leggere con attenzione ogni clausola e verificare sempre l’iscrizione dell’intermediario agli albi Ivass”. La raccomandazione finale è semplice ma fondamentale: informarsi, controllare e diffidare delle offerte troppo allettanti. Perché dietro a una polizza conveniente può nascondersi il rischio di una truffa costosa, non solo in termini economici ma anche legali.
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