Dopo la riforma fiscale del 2023, Alstom, Agrial e Bel tra le nuove società che scelgono la gestione interna dei rischi
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L’autoassicurazione continua a suscitare interesse tra le imprese francesi, che vedono nelle captive di riassicurazione uno strumento efficace per gestire i grandi rischi, dalla responsabilità civile ai danni materiali, ottimizzando al contempo il profilo fiscale. Secondo il quotidiano francese Les Échos tre nuove società hanno ottenuto nel 2025 l’autorizzazione a costituire una captive.
Si tratta del gruppo ferroviario Alstom, della cooperativa agricola Agrial e del gruppo agroalimentare Bel, portando a ventitré il numero totale di captive registrate in Francia, contro le dieci presenti prima della riforma fiscale introdotta tre anni fa. Altre nove aziende attendono ancora l’ok dell’ACPR, il regolatore francese di banche e assicurazioni, tra cui spiccano la captive di FNAC-Darty, quella di Pluxee – ex divisione Sodexo per i buoni pasto – e del gruppo Baron de Rothschild, noto per vini e champagne di prestigio.
Come sottolinea Brigitte Bouquot, presidente della Federazione francese delle captive (FFCE), “L’anno non è finito, il flusso è sempre in corso, ma i tempi dell’ACPR ci sembrano un po’ più lunghi”, confermando la prudenza del regolatore nell’esaminare la solidità dei progetti prima di concedere l’autorizzazione. Jean-Paul Faugère, vicepresidente dell’ACPR, spiega che “non saremo mai un distributore automatico di autorizzazioni, vogliamo avere garanzie sulla solidità di queste captive, al pari di qualsiasi compagnia assicurativa”, pur mantenendo un atteggiamento favorevole al sistema.
La creazione di un ecosistema di captive in Francia è considerata strategica per migliorare la gestione dei rischi industriali, richiedendo alle aziende di conoscere i rischi, modellarli, definire una governance solida e mettere capitale proprio. Pur attrattive fiscalmente, le captive devono basarsi su una reale capacità di gestione dei rischi. Fattori come la stabilità geopolitica e la continuità del quadro fiscale hanno spinto alcune imprese a rinviare progetti o valutare alternative estere, soprattutto in Lussemburgo. Secondo la Direzione Generale del Tesoro, il regime mira a garantire una migliore assicurabilità e una gestione più solida dei rischi aziendali, supportata da FFCE e operatori del settore. In prospettiva, il mercato delle captive francesi potrebbe crescere, rafforzando la sovranità assicurativa nazionale e offrendo strumenti per coprire rischi strutturali poco garantiti dal mercato tradizionale, come clima, cyber e perdita di sfruttamento senza danno diretto.
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